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S.O. 11 giugno 2019
Pietro Sartore traccia un lungo percorso di successi nel campo della programmazione. «Bloccare i processi è il pericolo che vogliamo evitare ad Alghero, c’è troppo bisogno di continuità amministrativa in modo da poter concludere i progetti iniziati e avviarne di nuovi»
«Continuità per crescere nel futuro di Alghero»


ALGHERO - «Alghero è stata, è e sarà una porta privilegiata della Destinazione Sardegna. Oltre che per la presenza dell’aerostazione lo è per vocazione, viste le sue evidenze naturalistiche e storiche uniche, ma lo è anche per la lungimiranza dei suoi cittadini, dei suoi imprenditori che hanno saputo diversificare nel settore Turismo e per parte loro, anche dei suoi amministratori. Siamo convinti, tuttavia, che non si possa e non si debba “appaltare” agli Hotel e alle strutture ricettive da un lato e ai soli collegamenti aerei e marittimi dall’altro le politiche di Destinazione turistica della nostra città. Sono due condizioni necessarie, certamente, ma non sufficienti. Il turista moderno sceglie la sua meta turistica valutando un ampio spettro di attrattori in un mercato mondiale. Rispetto al “come arrivare?” e “dove dormire?” il viaggiatore da più peso al “che fare?”, “Cosa vedere e come spendere il mio tempo oltre che il mio denaro” valutando quantità e qualità dei servizi offerti in relazione al costo. Gli imprenditori, nel passato, vedendo il vuoto della politica, si sono spesso e meritoriamente sostituiti svolgendo la funzione pubblica della promozione».

Parole di Pietro Sartore (nella foto), il capogruppo uscente della civica "Per Alghero", oggi ricandidato alle elezioni in programma il 16 giugno in Riviera del Corallo. «Il mio pensiero - precisa - è che l’Amministrazione Bruno abbia posto un freno a questa deriva e invertito la rotta innescando un circolo virtuoso a partire dal potenziamento della Fondazione preposta, alla quale ha anche cambiato il nome, passando da un insignificante e incomprensibile acronimo, a una chiara e inconfondibile idea di destinazione: Alghero. Gli assessorati competenti hanno contribuito, per propria parte, a offrire una Città più pulita, migliorando i servizi di raccolta e spazzamento, e preparata all’accoglienza, partecipando a fiere e workshop e fornendo un’adeguata programmazione e promozione nei media, nei tempi richiesti dal mercato. Nell’ottica dell’allungamento della stagione fondamentale è stato inserire la consolidata formula del Cap d’Any all’interno di un contenitore più ampio (més que un mes) fino all’apoteosi dell’ultimo Capodanno caratterizzato dal doppio evento del 30 e del 31 con la Fura dels Baus e il deejay time».

«Importante è stato anche rendere fisso l’evento di Pasquetta (quest’anno Renzo Arbore e l’Orchestra italiana) e creare un festival musicale che ha dato lustro alla città di Alghero (JazzAlguer). Mentre nell’ottica dell’aumento dei servizi non va dimenticata l’apertura dell’Infopoint delle grotte di Nettuno che ha permesso, peraltro, un incremento degli introiti derivanti dalle grotte. L’apertura del museo archeologico ha inoltre consentito di allargare e migliorare l’offerta museale, offerta che nell’ottica di una maggiore valorizzazione delle professionalità e delle competenze presenti all’interno del personale delle cooperative che gestiscono gli spazi museali potrà ulteriormente crescere nei prossimi anni» sottolinea Sartore.

«La reputazione della destinazione Alghero era uno degli obiettivi del nostro mandato ed è, a mio avviso, migliorata negli ultimi cinque anni, anche grazie a un positivo dialogo con le forze produttive della città che sono state coinvolte in un progetto d’insieme, condividendo responsabilità e, per la prima volta, indicando alla presidenza della Fondazione Alghero al referente cittadino della Confcommercio e Camera di Commercio Sassari Massimo Cadeddu. Una collaborazione pubblico/privato una volta tanto non solo predicata ma praticata. A tal proposito, sarebbe interessante sapere dal candidato a sindaco sardista se ha avuto modo di chiedere al suo collega di partito assessore regionale al Turismo a che punto e per quale motivo si è arenato l’iter della creazione della DMO, la partecipata della Regione che, insieme ad Aeroporti e Camere di Commercio avrebbe dovuto pianificare le azioni di promozione della Destinazione Sardegna e che in consiglio Regionale era stata accolta da un consenso bipartisan. Ecco, bloccare i processi è il pericolo che vogliamo evitare ad Alghero, c’è troppo bisogno di continuità amministrativa in modo da poter concludere i progetti iniziati e avviarne di nuovi» conclude Pietro Sartore.
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