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Antonio Burruni 7 novembre 2019
Gigi Riva compie 75 anni. La maggior parte di questi vissuti “da sardo più dei sardi”, da quando, alla fine dell´estate 1963, una notte arrivo in aereo a Cagliari, tra il timore di un luogo sconosciuto e lontano da casa, e la voglia di diventare un calciatore di livello assoluto
I 75 anni di Rombo di tuono


CAGLIARI - Auguri da tutto il mondo stanno arrivando all'uomo che ha cambiato la storia del calcio sardo. Gigi Riva compie 75 anni. La maggior parte di questi vissuti “da sardo più dei sardi”, da quando, alla fine dell'estate 1963, una notte arrivo in aereo a Cagliari, tra il timore di un luogo sconosciuto e lontano da casa, e la voglia di diventare un calciatore di livello assoluto. Un calciatore che diventò la bandiera di un'Isola, di un popolo, che gli è rimasto sempre grato per i “no” detti alle grandi società del nord, che tentarono di acquistarlo con offerte economiche incredibili per quell'epoca.

Nato a Leggiuno, in provincia di Varese, il 7 novembre 1944, a sedici anni è entrato nel Settore giovanile dfel Laveno Mombello, per andare a Legnano nel 1962. Lo stesso anno, esordì in Prima squadra, in serie C, con 5 reti in 22 partite. Da qui, spiccò il volo verso Cagliari. Un volo lungo ed incredibile, con la promozione in A al primo anno, l'estasi dell'unico scudetto rossoblu (1969/70), dopo il secondo posto nell'anno precedente, le sfide in Coppa Campioni (1970/71), chiusa nel 1974, al 315esimo match di campionato in rossoblu (con 164 reti segnate, che gli valsero il titolo di capocannoniere nel 1966/67, nel 1968/69 e nel magico 69/70), a causa di un strappo muscolare alla coscia destra nella sfida di San Siro contro il Milan. Chiude in rossoblu come miglior marcatore del Cagliari, con 208 reti in 377 partite (164 gol in 315 match in campionato).

Gli infortuni, due gravissimi, sempre subiti in Nazionale, impedirono a Rombo di tuono (soprannome affibiatogli dal giornalista Gianni Brera): il primo, nel 1967, quando il portiere del Portogallo, in uscita, gli fratturò il perone della gamba sinistra davanti al pubblico dell'Olimpico di Roma; il secondo, nel 1971, quando fu un'entrata fallosa dell'austriaco Norbert Hof a causargli la frattura della tibia e del perone della gamba destra.

Con la maglia azzurra esordisce nel 1965 (primo cagliaritano a giocarci) e lascia nel 1974, alla fine del Mondiale tedesco: per lui, Partecipa a due spedizioni mondiali (Messico'70 e Germania'74) ed una europea (quella disputata e vinta proprio in Italia, nel 1968). Proprio in quell'edizione continentale, firma l'1-0 nella finale contro la Jugoslavia, mettendo una firma indelebile sull'unico titolo europeo conquistato dall'Italia. Vicecampione del mondo in Messico, segna una doppietta contro i padroni di casa nei quarti ed una rete in semifinale, nella “mitica” Italia-Germania 4-3 all'Atzeca.

Nel 1969, arrivo secondo nella classifica del Pallone d'oro, alle spalle del Golden boy Gigi Riva, nel 1970 terzo, preceduto dal tedesco Gerd Muller e dall'inglese Bobby Moore; nel 1968 sesto e nel 1967 13esimo. Nel 1986/97, con il Cagliari in difficoltà ricopre, per pochi mesi, il ruolo di presidente. Dal 1990 al 2013, è stato dirigente accompagnatore e team manager della Nazionale italiana partecipando, tra le altre, alla spedizione che valse il titolo mondiale 2006 in Germania. Nel 2005, Cagliari gli concesse la cittadinanza onoraria ed il Cagliari ha ritirato la sua maglia, la “11”. Cittadinanza onoraria che Alghero gli ha concesso nel 2018.

Nella foto: Gigi Riva in azione
Commenti
18/11/2019
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