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Red 29 ottobre 2020
Covid-19: manifestazione a Sassari
Il Comitato “Tu tzi serri? Tu tzi paghi!” ha organizzato una manifestazione di protesta per sabato 31 ottobre, alle 18, in Piazza Castello. Diverse le proposte del Comitato di cittadini, che chiede azioni e risposte alla politica nazionale e regionale


SASSARI - “Tu tzi serri? Tu tzi paghi!” (Tu ci chiudi? Tu ci paghi!). E' lo slogan e la richiesta di tanti cittadini verso i politici che, soprattutto in questo assurdo 2020 sta indirizzando la vita quotidiana di tutti, ma, soprattutto, è il nome del Comitato che ha organizzato una manifestazione di protesta per sabato 31 ottobre, alle 18, in Piazza Castello.

«La Sardegna a giugno, dopo immensi sacrifici, era finalmente “Covid free”, ma poi l’Isola è stata aperta al contagio dal Governo centrale – ricordano i membri del Comitato - D’altra parte, il governo della Regione autonoma non è stato in grado di preparare il sistema sanitario alla seconda ondata della pandemia. Stato centrale e Regione autonoma sono corresponsabili di questa situazione. Adesso, la parola d’ordine è colpevolizzare il cittadino per giustificare la propria incapacità. Noi diciamo “No!”. Noi vogliamo sapere cosa hanno fatto lo Stato e la Ras in questi otto mesi per garantire a tutti i cittadini di poter lavorare in sicurezza. Stato centrale e Regione autonoma hanno preso misure tardive e ingiuste, hanno avuto otto mesi di tempo per rimettere mano a sanità, trasporti, territorio, scuola».

Il Comitato, che preannuncia manifestazioni in tutta l'Isola, ha presentato alcune proposte per «invertire la rotta e non andare incontro al disastro totale: revocare i 30miliardi di euro appena stanziati dal governo (5 del Recovery fund e 24 del Mise) per cyber security e acquisto di super elicotteri ed aerei da guerra; istituzione (per tutto il periodo della crisi) di un reddito di emergenza incondizionato per chi vive nella zona grigia tra lavoro e non lavoro, disoccupazione e inoccupazione; subito un piano di sostegno agli operatori dell’arte e della cultura; misure su trasporti e scuola per garantire scuola in presenza; presenza capillare di medici o paramedici in tutti i contesti di aggregazione a partire dalle scuole) per migliorare l’efficienza nel tracciamento dei positivi e della rete dei loro contatti e della celere somministrazione dei tamponi e dei sierologici». E ancora, «rafforzamento delle Unità speciali di continuità assistenziale; test sierologici obbligatori ai porti e agli aeroporti di tutta l’isola; riforma del sistema sanitario con riapertura degli ospedali, raddoppiamento dei pronto soccorso e dei presidi sanitari, stabilizzazione del personale medico e paramedico; sospendere il vincolo di bilancio per le Regioni e i Comuni, con la possibilità di aumentare la spesa pubblica per ciò che serve davanti alla crisi».
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