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M. P. 11 gennaio 2016
Eni: in 800 al Mise per difendere Porto Torres
Una delegazione di circa ottocento lavoratori sardi dell'industria chimica è prevista per domani a Roma in occasione del summit al ministero dello Sviluppo economico tra i sindacati e i vertici di Eni


PORTO TORRES - Una delegazione di circa ottocento lavoratori sardi dell'industria chimica è prevista per domani a Roma in occasione del summit al ministero dello Sviluppo economico tra i sindacati e i vertici di Eni. All'appuntamento fissato per le 16 tra il ministro Federica Guidi, l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, i segretari generali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, parteciperà anche una rappresentanza dei lavoratori, mentre gli altri resteranno fuori per far sentire la propria voce.

Dall'isola partiranno i vertici territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl Chimici. Insieme a loro i lavoratori del polo industriale di Porto Torres, coinvolti nel processo di riconversione fondato sul grande investimento di Matrìca e della chimica verde, che ha conosciuto una brusca battuta d'arresto da quando Eni ha intrapreso il processo destinato alla cessione di Versalis a un fondo d'investimento americano. «Siamo pronti al confronto con tutte le parti interessate per affrontare i nodi del futuro del gruppo e della chimica italiana e individuare soluzioni condivise, che possano salvaguardare un comparto strategico per la nostra industria, al quale è legato il futuro di migliaia di lavoratori», affermano i rappresentanti territoriali delle sigle sindacali di categoria, ribadendo la posizione già assunta dalle forze sociali a livello nazionale.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl «a fronte della recente decisione di Eni di dismettere gli stabilimenti di Porto Marghera, Ferrara, Mantova, Ravenna, Brindisi, Priolo, Ragusa e Porto Torres» annunciano l'intenzione di «contrastare il piano di Eni che prevede la cessione di quote di maggioranza detenute da Versalis alla SK Capital, un fondo finanziario del tutto inadeguato rispetto agli impegni e agli investimenti già pianificati dalla società sui diversi territori».
L'appello alla mobilitazione da parte dei sindacati ha fatto breccia in tutto il territorio.Della delegazione che domani parteciperà al presidio di fronte alla sede del Mise fanno parte anche numerosi esponenti istituzionali, politici, economici e sociali dell'isola, a iniziare dagli amministratori locali di Sassari, Porto Torres e Alghero.
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