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Mariangela Pala 19 gennaio 2016
Porto Torres, Piano regolatore porto: iter bloccato sulla Vas
Il consigliere comunale del Partito democratico, Luciano Mura, il quale interroga il primo cittadino «su quali siano i motivi ostativi che fino ad ora abbiano impedito all´Autorità Portuale del Nord Sardegna, il deposito presso l´Assessorato Regionale all´Ambiente, del piano con il fine dell’avvio del procedimento di Vas»


PORTO TORRES - Si ripresenta ancora una volta la questione del Piano regolatore portuale, le cui linee guida sono state tracciate sulla base degli obiettivi inseriti all'interno del Piano Trasportistico correlato. Uno dei primi atti della nuova Autorità Portuale è stato quello di prevedere l’elaborazione di un nuovo e aggiornato Prp che, secondo il codice dell’ambiente, deve essere sottoposto alla procedura di Vas. Una questione riproposta all’attenzione del sindaco da parte del consigliere comunale del Partito democratico, Luciano Mura, il quale interroga il primo cittadino «su quali siano i motivi ostativi che fino ad ora abbiano impedito all'Autorità Portuale del Nord Sardegna, il deposito presso l'Assessorato Regionale all'Ambiente, del piano con il fine dell’avvio del procedimento di Vas».

L’esponente del Pd in consiglio, chiede se siano stati compiuti i passi e gli interventi necessari, da parte dell’ amministrazione, per la rimozione delle eventuali cause «che stanno impedendo l'adozione di uno strumento così importante per lo sviluppo ed il potenziamento dello scalo marittimo, come il Prp». Detto piano prevede di destinare il porto industriale alla movimentazione di rinfuse solide e liquide e delle merci riservate alle residue attività industriali nella parte occidentale del bacino portuale, più lontana del centro cittadino, al traffico di contenitori, ro-ro e car carriers nella parte centrale, al collegamento con il traghetto ferroviario ed al traffico di merci convenzionali nella parte orientale.

Tra le azioni era compresa la realizzazione, nella zona industriale, di un’area retro portuale dove collocare una serie di attività connesse ai traffici da svolgersi nel porto industriale, fornendo quindi un supporto operativo all’attività di banchina ed alleggerendo le attività portuali. Negli obiettivi anche l’interposizione a guisa di “cuscinetto” di una zona cantieristica, in parte dedicata anche alla nautica sociale, fra la foce del Rio Mannu e l’opera di difesa che delimita a levante il porto commerciale. Infine la destinazione del porto civico al traffico di navi ro-pax e da crociera e all’attività di pesca, integrandolo nella parte orientale con un grande approdo turistico, separato anche fisicamente dal restante bacino.

Il consigliere Mura, nell’interrogazione, che segue la precedente del settembre scorso «la cui risposta non ha avuto una corrispondenza con la realtà delle cose», domanda se l'ipotesi, avanzata dal Consorzio Industriale di Sassari, della realizzazione, presso il “pontile Asi”, di un terminale per carico e scarico di Gnl (Gas naturale liquefatto), primo intervento per la costruzione modulare di un impianto per lo stoccaggio del gas, «sia stato considerata coerente con quanto descritto nelle linee guida del piano regolatore portuale e – aggiunge il consigliere Pd - se siano stati ipotizzati degli interventi di riprogrammazione del piano, sia nell'ambito civico che in quello industriale, di cui il consiglio comunale non sia stato portato a conoscenza».

Infine la questione dell’inserimento di Porto Torres come core port nella rete centrale Ten-T, una richiesta presentata dal sindaco Wheeler, nell’agosto scorso, tramite lettera inviata al Ministro dei Trasporti Italiano e al Presidente della Commissione Tran del Parlamento Europeo, di cui il consigliere Mura chiede informazioni su un eventuale risposta ottenuta.
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