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Attilio Dedoni
3 febbraio 2016
L'opinione di Attilio Dedoni
Ad Alghero si investe a Fenosu si svende
Ad Alghero si continuano ad investire soldi pubblici, ad Oristano si svende ai privati: è questa, in sintesi, la politica della Giunta regionale in materia di aeroporti. Mentre l’esecutivo stanzia altri 10 milioni di euro per salvare la Sogeaal, oggi potrebbe essere il giorno decisivo per la definitiva cessione ai privati dello scalo di Fenosu, con buona pace delle tante risorse investite dalle Istituzioni locali nell’ottica di uno sviluppo turistico del territorio.
Nessuna critica sull’impegno che Deiana, da consulente nella passata legislatura e da Assessore ai Trasporti in questa, ha sempre profuso per l’aeroporto del Nord-Ovest: Alghero è uno degli approdi naturali dell’Isola ed è giusto che venga valorizzato. Bisogna però ricordare che già in passato la Regione ha dovuto ricapitalizzare la Sogeaal con 20 milioni di euro per evitarne il fallimento. Ora, dopo che non si è riusciti a privatizzare la società, Viale Trento deve intervenire un’altra volta con risorse proprie (cioè dei sardi). Ad Oristano, invece, si è scelto di non procedere con l’ampliamento della pista, già finanziato con fondi statali, e di dismettere la società di gestione.
Se adeguatamente potenziato, lo scalo di Fenosu diventerebbe molto più attrattivo per il traffico passeggeri, in particolare per le compagnie low-cost, e permetterebbe di risolvere alcuni dei problemi che hanno interessato negli ultimi tempi il sistema del trasporto aereo da e per la Sardegna, decongestionando gli aeroporti più grandi e creando una rete di collegamenti meglio diffusa sul territorio regionale. Risulta sempre più difficile capire le ragioni di questa disparità di trattamento tra territori diversi. L’auspicio è che la Regione, prima di svendere definitivamente Fenosu, ci pensi attentamente e finisca per tornare sui suoi passi: la creazione di un sistema aeroportuale sardo passa anche per il riconoscimento e la valorizzazione degli scali minori, come quelli di Oristano e Tortolì, che sono un’ulteriore opportunità di sviluppo e non una palla al piede di cui disfarsi il prima possibile.
*capogruppo dei Riformatori Sardi in Consiglio regionale
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