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Roberto Ferrara
7 marzo 2016
L'opinione di Roberto Ferrara
I balneari punta dell’iceberg nella desolante amministrazione sarda
Recentemente le imprese balneari hanno evidenziato come l’emanazione dell’ultima legge urbanistica regionale incida gravemente sulla loro operatività ma, se analizzato più approfonditamente, il problema riguarda l’intero comparto turistico isolano. Difatti, la legge regionale n.8 del 2015 all’articolo 17 comma 2 dice chiaramente “In assenza del Pul è ammesso, per una durata non superiore a novanta giorni, il posizionamento di strutture amovibili a servizio della balneazione nella fascia dei 300metri dalla linea di battigia marina e negli ambiti contigui ai litorali, ricompresi nella fascia dei 2000metri dalla linea di battigia marina”. Questa norma limita fortemente la possibilità lavorativa a centinaia di imprese balneari che, oltre al servizio offerto ai turisti, svolgono anche un importante ruolo di controllo dei litorali e, paradossalmente, saranno tenute a pagare comunque una concessione annuale, così come annuali sono tributi locali dovuti... a fronte di tre mesi lavorativi?
Da notare che sui settanta Comuni costieri, solo pochi sono dotati di Pul, tra questi non è presente Alghero, benché tale strumento pianificatorio sia in lavorazione da oltre un decennio. Ora, esiste un problema economico circoscritto (?) alle imprese balneari ma, più in generale, questa è l’ulteriore conferma della totale assenza di una strategia turistica di lungo periodo. Questa è solo la punta dell’iceberg di una miopia suicida che ci vede ricchi di bellezze naturali, unicità archeologiche, storia e gastronomia, che ci rende poveri perché non assolutamente capaci di valorizzarle e sfruttarle economicamente. Sono anni infatti che i nostri politici si riempiono la bocca di termini come “destagionalizzazione” ipotizzando dunque l’allungamento della stagione turistica ma, nei fatti, purtroppo, nulla viene fatto se non danni su danni.
La Regione poi, anziché supplire a tali carenze dei singoli Comuni, vista l’importanza strategica per l’intero comparto turistico isolano, preferisce adottare norme punitive. Ovviamente, a subirne le conseguenze non sono quegli amministratori che non hanno fatto ciò che avrebbero dovuto fare, ma intere comunità e comparti produttivi che in tutto questo brutto gioco non c’entrano assolutamente nulla. Dato per ovvio e scontato che ci debba essere una pianificazione degli interventi in modo tale che siano regolamentati secondo le norme di tutela ambientale e di salvaguardia degli habitat sensibili, quest’ultima legge infatti è concretamente punitiva nei confronti delle tante comunità che hanno avuto la sfortuna di avere negli anni amministratori non sufficientemente capaci a portare avanti questi fondamentali atti pianificatori.
Le rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dall’attuale sindaco di Alghero poi non sono affatto di grande conforto. Probabilmente è inutile attribuire le colpe della mancata approvazione del Pul alla sola figura degli ex sindaci, così come è illusorio credere che l’attuale possa decidere da solo. Ieri come oggi, infatti, la Maggioranza è formata da una coalizione tanto variopinta quanto instabile, con visioni e interessi talmente diversi che difficilmente potranno trovare una sintesi per approvare il Pul o, ancor peggio, il Puc. L’unica cosa certa è che gli ex sindaci, come l’attuale, hanno creato coalizioni per vincere le elezioni che poi, attraverso immancabili bisticci, si sono sempre dimostrate inadeguate a governare la città. A pagare le conseguenze di queste “orge partitiche mirate solo al piacere di alcuni” sono sempre e comunque quei cittadini che, attraverso queste pochissime possibilità di “imprendere” rimaste, non mirano di certo all’arricchimento ma solo ed esclusivamente alla sopravvivenza.
* consigliere comunale del Movimento 5Stelle Alghero
Roberto Ferrara
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