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Giuseppe Marceddu
9 aprile 2016
L'opinione di Giuseppe Marceddu
Wheeler: il dramma nel dramma
E’ imbarazzante e deprimente assistere ad un intervento di Sean Wheeler in aula consiliare, è doversi rassegnare alla celebrazione del nulla. Alla rappresentazione vuota della maschera senza volto. E’ realizzare la triste consapevolezza che una città ha consegnato il suo destino nelle mani di un giullare, di un bambino che ha fatto della massima carica cittadina il suo più amato giocattolo. Mentre parlava guardavo i volti dei consiglieri di maggioranza, mi chiedevo se davvero questi non abbiano compreso l’errore che hanno commesso affidando ad un individuo così palesemente inadeguato il ruolo di leader. Qui non si tratta di inesperienza, né tantomeno di impreparazione, qui si tratta di non avere proprio i mezzi per governare.
Non posso credere che nel gruppo di maggioranza non ci sia chi questa manifesta condizione del sindaco non l’abbia riconosciuta. Non posso e non voglio credere che sorreggano la sua giunta per motivi personali, che non intendo dire si trattino di interessi economici o quant’altro ma piuttosto di orgoglio per non ammettere la sconfitta. Ma la sconfitta la patisce un’intera comunità, la patiscono i cittadini che col voto di giugno hanno espresso la volontà di cambiare. Nessuno però poteva immaginare che il cambiamento sarebbe stato in peggio in questa misura. Nessuno conosceva il candidato sindaco, nessuno poteva immaginare che al comando di una forza politica ci potesse essere una pochezza di questo livello.
Il voto è stato il frutto di una rabbia che ha radici lontane e motivazioni molteplici, sociali e politiche, motivazioni delle quali i partiti tradizionali non possono non assumersi, almeno in parte, le responsabilità, a cominciare dal Partito Democratico. In città gira la battuta che in quel ballottaggio di giugno anche una sedia al posto di Wheeler avrebbe vinto. Bene, di questo si tratta, di avere ora una sedia vuota laddove il sindaco la occupi: nel suo ufficio, negli incontri istituzionali, nelle conferenze, in aula consigliare.
E’ un vuoto che pesa, è un vuoto che se il suo mandato dovesse durare segnerà irrimediabilmente il futuro del territorio. L’ultimo intervento nella più importante assise cittadina ha visto protagonista, ancora una volta, un sindaco completamente impreparato, impacciato nella sua claudicante esposizione di concetti contorti, di parole talmente banali da risultare ridicole. Il silenzio dell’aula, come ha riferito un consigliere dell’opposizione, non era dettato dall’attenzione sui suoi concetti ma da un forte e crescente imbarazzo dei membri dell’assemblea. E’ agli atti quella dichiarazione, archiviata tra le centinaia dei colleghi che l’hanno preceduto, a testimoniare quanto in basso la democrazia possa cadere se il consenso è il frutto della rabbia, il rifiuto della riflessione, l’agire di pancia.
Su un tema così sentito dai cittadini, così drammatico come quello della disoccupazione il sindaco è intervenuto sulla mozione mostrando la sua totale inadeguatezza in completa assenza di cognizione e di idee. E’ stata sollevata la questione che Wheeler viene escluso dalle iniziative che i colleghi dell’area vasta e della classe dirigente a tutti i livelli intraprendono nel cercare le soluzioni ai problemi che investono il territorio. Ma quale coinvolgimento potrà mai esserci se per primo, a cominciare dal giorno dell’insediamento, il nostro sindaco ha preso le distanze da tutti e da tutto in modo polemico e strumentale? Se continua imperterrito a raccontare menzogne così evidenti da sembrare di natura patologica.
Ed anche, quale credibilità potrà mai avere se anche fra i suoi stessi componenti della maggioranza suscita imbarazzo? Parlava Sean, parlava e provavo pena e mi chiedevo fino a che punto un uomo è disposto a barattare il suo orgoglio coprendosi di ridicolo pur di mantenere una posizione e non arrendersi ammettendo i propri limiti. Fino a che punto i membri della sua maggioranza sono disposti a giocare con la disperazione dei cittadini pur di non ammainare la bandiera? Su quei consiglieri grava la responsabilità di tenere in piedi una giunta inesperta guidata da un incompetente che riduce il lavoro amministrativo in una farsa, un grottesco gioco che questa città non può più permettersi di sostenere, che non merita.
Consapevoli alcuni di aver scelto la persona sbagliata hanno ancora la possibilità di rimediare, di chiudere un capitolo sbagliato e di ripresentarsi agli elettori con una guida adeguata e con questa riproporsi, perché chiedere progetti alla minoranza significa ammettere di non averne e tradire le aspettative del proprio elettorato che in loro ha creduto sperando che gli slogan della campagna elettorale si tramutassero in idee.
*libero professionista
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