I miglioramenti non fanno rima con la parola vittoria, però ci sono e vanno sottolineati
RIBERA – E pur si muove. Nel suo piccolo, fra i tanti meandri, qualcosa pian piano migliora. Cresce, si evolve, migliora. In origine a Venezia, ancora a Schio adesso a Ribera. Certo purtroppo i miglioramenti non fanno rima con la parola vittoria, però ci sono e vanno sottolineati.
In Sicilia, seconda sconfitta in quattro giorni, la sesta consecutiva, ma al contempo vengono confermati i passi avanti recentemente registrati. Nonostante la Mercede Alghero non riesca ad uscire da questo cono d’ombra, i progressi ci sono. Silvia Favento ha totalizzato 56 punti nelle ultime 3 gare. Con Ribera ben 20. Meglio di lei ha fatto Sarah Austmann, protagonista assoluta con 21 punti come non mai. A questo punto, per rientrare nella griglia playout, non resta che confidare e attendere nell’apporto della campionessa del mondo australiana Emma Lee Randall che entro breve, transfert permettendo, perorerà la causa algherese. Ribera conferma di vivere un momento di grande spolvero e vince 87-66 al PalaTornambè, impianto mai violato nei due precedenti in A1 dalla Mercede. Ma non inganni il punteggio. Alla vigilia dell’ultimo quarto il gap era di 4 punti (55-51). Medesimi punti di ritardo prima dell’intervallo lungo. Le agrigentine di Gianni Lambruschi fanno il vuoto dopo 10’. A garantire il turbo ci sono Moore e Macchi che non sbagliano un colpo. Infilano con una facilità irrisoria la retina della Mercede. Le algheresi tardano a organizzarsi e combinano poco, molto poco, solo 9 punti. Veemente ritorno nel match del quintetto di Popov che trova il giusto abbrivio in avvio di secondo quarto. Favento, Dimitrova e Austmann mettono le ali alla Mercede. Ribera replica con la sola Jaqueline Moore e, di rado, con Diana Skrastina. Al cambio di campo è -4 (36-32) Le due contendenti non abbassano la guardia al rientro in campo. Si viaggia sul filo dell’equilibrio. Austmann è ispiratissima (80% da due) mentre Favento regala punti strappa applausi. L’ala triestina è il volto di chi non vuole arrendersi e vuole dare il 200% in campo. Lotta, corre, recupera, tira da ogni posizione. Sicuramente sarà proprio Silvia Favento e l’australiana Lee Randall i valori aggiunti al gruppo di Popov. Sempre Moore, di contro, non perde un colpo. 25 punti finali per la californiana di Los Angeles ex Bolzano. 19-19 il parziale e ancora -4 nello scarto (55-51). Sul più bello la Mercede cede di schianto come un pugile colpito con un gancio in pieno volto. Ribera la mette alle corde. Il break micidiale di 32-15 è sinonimo di resa e bandiera bianca. Classifica immutata ma pur sempre deficitaria. Ultimo posto, 3 punti dopo 17 partite e sempre una lunghezza di ritardo da Pool Comense, Cavezzo e Maddaloni. Adesso pochissime ore per smaltire le tossine accumulate in Sicilia e ancor prima a Schio. Sabato sera a Olmedo farà visita Taranto.
RIBERA - MERCEDE ALGHERO 87-66
RIBERA: Antonini, Macchi 20, Zanoni ne, Skrastina 9, Schultze 13, Falauto ne, Stabile 6, Zanon 11, Ose Hlebovicka 3, Moore 25. All. Lambruschi
MERCEDE ALGHERO: Monticelli 7, Favento 20, Austmann 21, Passon 2, Negri, Piroli 4, Dimitrova 10, Robertson 2. All. Popov
ARBITRI: Dal Bosco (Padova) e Di Toro (Perugia)
PARZIALI: 22-9, 36-32, 55-51, 87-66
CLASSIFICA: Faenza 32; Napoli 28; Ta¬ranto 26; Priolo 26; Parma 24; Venezia 22; Schio 20; Ribera 18; Montigarda 16; La Spezia 16; Viterbo 14; San Raffaele Roma 12; Pool Comense 4, Maddaloni, Cavezzo 4; Mercede Alghero 3
Nella foto Silvia Favento (Mercede)
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