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A.B. 17 febbraio 2007
Parte lunedi la Prima settimana nazionale di informazione sulla chirurgia della tiroide
Fino a venerdi prossimo, tutti potranno sottoporsi ad una visita specialistica gratuita. Nel sassarese sono 15mila le persone che soffrono di patologie alla ghiandola


SASSARI - Per la prima volta in Italia, dal 19 al 23 febbraio 2007, i cittadini potranno sottoporsi ad una visita specialistica gratuita per verificare l’eventuale presenza di alterazioni della tiroide. Anche Sassari aderisce all’iniziativa nazionale “Prima settimana nazionale di informazione sulla Chirurgia della Tiroide” con la Clinica Chirurgica diretta dal professor Giuseppe Dettori. La giornata è promossa dalla European Society of Endocrine Surgeons (Eses), con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Associazione italiana della tiroide, della Società Italiana di Medicina Generale, della Società italiana di Chirurgia Endoscopica e di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato. Secondo i dati forniti dalla Eses, circa 7 milioni di italiani, di cui quasi 200mila persone in Sardegna, quasi 20mila a Cagliari e 15mila a Sassari, soffrono di patologie alla tiroide: di questi, circa 6 milioni si ammalano di gozzo. Il tumore della tiroide colpisce ogni anno 9.000 italiani. Maggiormente colpita è la popolazione femminile in età fertile, tra i 25 e i 50 anni. Ogni anno in Italia si eseguono oltre 40.000 operazioni alla tiroide. «Per questa patologia di straordinaria rilevanza – ha detto professor Dettori – presso la nostra clinica realizziamo tra i 250 e i 300 interventi annui». La Clinica sassarese di Chirurgia metterà a disposizione dei cittadini gli ambulatori al primo piano del palazzo Clemente, in viale San Pietro, dove saranno effettuate visite gratuite. «Abbiamo previsto la possibilità di effettuare 15 visite al giorno – afferma il professor Giuseppe Dettori – e a disposizione dell’utenza ci sarà una équipe di medici esperti nella patologia». Le visite contribuiranno a far emergere malattie della ghiandola che spesso non vengono riconosciute poiché asintomatiche o con manifestazioni comuni ad altre patologie: molti noduli, quindi, vengono individuati quando sono in fase avanzata. Tutto ciò rende gli interventi più lunghi ed invasivi. L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare l’opinione pubblica a sottoporsi, anche in futuro, ad esami specialistici. Controlli periodici, infatti, significano diagnosi precoce ed intervento mininvasivo. Un’operazione, cioè, che prevede un’incisione minima e, quindi, una cicatrice ridotta. Un vantaggio estetico di grande rilievo dato che la maggioranza delle persone che, nel corso degli anni, dovranno essere operate sono giovani donne, sotto i 40 anni. La Eses ha attivato per l’utenza il Numero Verde 800.134.365 attraverso il quale sarà possibile avere i riferimenti dell’ospedale pubblico più vicino tra i circa trenta distribuiti su tutto il territorio nazionale che hanno aderito. Oltre alla Clinica Chirurgica di Sassari, in Sardegna aderisce all’iniziativa anche il Policlinico Universitario di Cagliari.
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