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Nuoro NewsnotiziecagliariOpinioniRegioneLuci e ombre sulla Legge di Stabilità impugnata
Francesco Agus 12 giugno 2016
L'opinione di Francesco Agus
Luci e ombre sulla Legge di Stabilità impugnata


Se fosse confermato quanto contenuto nei comunicati stampa di Palazzo Chigi, l'impugnazione deliberata nell’ultimo Consiglio dei Ministri contro la Legge di Stabilità 2016 avrebbe per la Sardegna luci e ombre. A essere passato indenne al giudizio del Cdm infatti è l’art.8 comma 12, inserito nel testo grazie a un emendamento presentato da SEL, che ha esteso la possibilità per i comuni sardi di utilizzare l’avanzo di amministrazione per progetti, interventi e opere in immobili di proprietà comunale e regionale, comprendendo tra questi le ex servitù militari. La norma si è resa necessaria visti gli effetti del combinato disposto tra l’art.187 del TUEL e la disciplina del bilancio armonizzato che stanno provocando, nei fatti, il congelamento forzato di milioni di euro di avanzo di amministrazione, in particolare per i comuni virtuosi.

Soldi veri, incolpevolmente fermi nelle casse dei comuni che grazie alla nuova disciplina possono essere subito messi a correre per la riqualificazione dei beni pubblici in stato di degrado, per progettare un nuovo utilizzo per le ex servitù militari e creare occupazione. Riguardo alle parti del testo per cui il Cdm ha deliberato l’impugnativa, esistono ragioni importanti che hanno portato il Consiglio regionale a inserire le norme riguardanti il rispetto del patto di stabilità per gli enti locali e l’estensione dell’impignorabilità in determinate situazioni degli enti regionali. Ragioni che esistevano ieri e che esistono oggi e che trovano origine nella condizione disperata in cui versano i piccoli comuni e le loro popolazioni.

In alcuni casi l’impugnazione è data dalla travalicazione dei limiti imposti dalla legislazione costituzionale, in altri dal non aver concordato preventivamente con il Governo il contenuto di quelle ipotesi normative. E’ necessario avviare una trattativa con il Governo in cui partecipi anche il Consiglio regionale, organo titolare del potere legislativo e valutare ogni azione possibile per la tutela della nostra Autonomia, compreso il ricorso alla Corte Costituzionale. La non impugnazione della norma sull'utilizzo dell'avanzo, dato per nulla scontato, è un fatto politico che dobbiamo essere in grado di saper cogliere e saper valorizzare.

*Presidente I commissione Consiglio regionale "Autonomia"
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