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Michele Pais
28 luglio 2016
L'opinione di Michele Pais
Il grande imbroglio Secal
A più riprese sono intervenuto, con atti ed interventi consiliari e sui media, sulla pessima gestione economico – finanziaria dell’Amministrazione Bruno, nella quale spicca, come vetta di esempio negativo, la gestione delle “partecipate” dal Comune, META, Alghero in House e, naturalmente, Secal. E proprio su quest’ultima società, vista l’attualità dell’argomento, è necessario fare qualche considerazione. E’ noto infatti che, pur essendo quest’ultima una società sana e con i conti in regola, la Giunta in carica, dovendo portare a compimento un “regolamento di conti” non finanziari ma legato a guerre politiche interne alla maggioranza, decide di far “saltare per aria” la Secal all’escusivo fine di destituire il Presidente in carica, Dott. Salvatore Marino, personaggio notoriamente non “succube” di Sindaco ed Assessore.
Tale obbiettivo, fino a ieri maldestramente occultato, viene goffamente disvelato nella proposta di deliberazione consiliare di esternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi. Una proposta di deliberazione scritta talmente male da suscitare imbarazzo nella sola lettura, figuriamoci nella approvazione. Infatti, per legge, affinchè si possa passare da un sistema di riscossione ad un altro è necessario dare congrua motivazione, corroborando tale scelta con uno studio dettagliato che, conti alla mano, ne provi la maggior economicità ed efficienza. Nessuna di tali informazioni, necessarie per legge, è dato trovare nella citata proposta di deliberazione, che per contro, viene costruita attorno ad una “fantomatica” relazione redatta da certi Dott. Nicola Zaniboni, presumibilmente commissionata dalla Secal, mai assunta al protocollo di Secal Spa, tantomeno a quello del Comune di Alghero e, pertanto, amministrativamente inesistente.
Ora tale relazione, amministrativamente inesistente, non “delibata” e verificata da nessun dirigente del Comune di Alghero nè dai Revisori dei Conti, appare essere un pre-studio di una successiva relazione definitiva alla luce della verifica dati ivi riportati. Invero dei 69 milioni presuntivamente indicati come non riscossi: circa 27 milioni circa attengono alla TOSAP asseritamente vantata nei confronti della Cooperativa che gestiva il servizio di controllo del parcheggio, dichiarati non dovuti dal Giudice Tributario; oltre 3 milioni afferenti ai presunti crediti del Servizio idrico, non riscuotibili in quanto notoriamente privi di titolo a sostegno; circa 12 milioni di TARSU/TARES/TARI il più frutto della somma tra liquidazioni ed accertamenti; circa 6 milioni circa del Codice della Strada, frutto anche in questo caso di errori di contabilizzazione.
Così circa 59 milioni dei 69 vanno certamente espunti dal conteggio, che, pertanto salvo possibili e probabili ulteriori riduzioni, stante l’assoluta “grezzezza” del dato, si fermerebbe a 19 milioni, di cui 11 milioni afferenti alle cd “multe” del CdS, notoriamente di difficilissima riscossione. Su una cosa, per contro, la relazione è perentoria e precisamente nella parte in cui afferma, senza mezze misure, testualmente che “…la Secal Spa negli ultimi due anni ancorchè determinata nell'intraprendere concretamente attività di riscossione coattiva, non è stata posta nelle condizioni di poter materialmente porre in essere le necessarie iniziative…”. Una chiara accusa di boicottaggio della attività di Secal perpetrato dall’amministrazione preordinato a creare le condizioni di una futura dismissione.
Tale superficiale analisi smonta in toto il teorema di inefficienza della Secal spa, artatamente costruito a tavolino per consumare una “vendetta politica” nei confronti del Presidente non allineato ai diktat del Sindaco e assessore, e pone in luce la “pericolosita” e la “cinicità” di una politica che abbandona il perseguimento del bene comune per interessi antitetici e di misera bottega. Per questa ragione faremo di tutto per impedire che si compia l’ennesimo delitto amministrativo di questa Giunta in danno ai cittadini, che consegnerebbe la Città nuovamente ad Equitalia, non solo con costi notevolmente superiori per svariati milioni di euro rispetto all’attualità, ma con ricadute sociali pericolosissime quali le cronache quotidiane ci ha insegnato a conoscere.
*Consigliere comunale di Forza Italia ed ex assessore al Bilancio
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