Trentaquattro anni, grinta da vendere, e ancora voglia di giocare e vincere come un adolescente. Abbiamo intervistato Moreno Azara, ala-pivot della Npa e beniamino del pubblico algherese
ALGHERO – Il personaggio sportivo della settimana è Moreno Azara. Classe ’73, a 6 anni inizia la sua carriera di cestista tra le fila della Mercede. Moreno, dal 2001 l’anima della Npa, è un’ala-pivot pronta a ringhiare su ogni pallone, uno dei più amati dal pubblico per la sua grinta inossidabile sotto canestro e per il coraggio nei momenti più delicati degli incontri.
D. Perché hai scelto il basket e non, come la maggior parte dei ragazzi, altri sport come il calcio?
R. All’inizio facevo tutti gli sport: calcio, basket, volley. Abitavo vicino al campo della Mercede, giocano sempre e mi piaceva.
D. Perché consiglieresti questo sport a un bambino di 6-7 anni?
R. Il basket è uno sport completo, ti fa crescere a livello fisico e mentale .Poi è un bell’ambiente, fai un sacco di amicizie e, almeno per quanto mi riguarda, gli amici del basket rimangono per sempre.
D. Come vedi l’attuale momento del movimento cestistico a livello locale?
R. C’è un calo numerico dei ragazzi, nel nord Sardegna non c’è più il minibasket. Ci sono tante persone appassionate che fanno tanto per questo sport. Spero che il movimento locale torni a crescere come merita.
D. Come giudichi quest’annata della Npa e quali sono i vostri obiettivi a questo punto della stagione?
R. Non bene. La squadra è nuova, ricca di giovani che si affacciano alla categoria. C’è bisogno di tempo per amalgamare “senatori” e matricole, ma c’era da aspettarselo. I giovani devono crescere e fare esperienza con l’aiuto di noi grandi, con giocatori come Corbia, Zoagli, o Verano. Questo è un anno di transizione, stiamo lavorando per poterci salvare, è questo il nostro obiettivo. Dobbiamo dare soddisfazioni alla società che ci sta dando un grosso aiuto, sperando anche in un pizzico di fortuna, che certo non guasterebbe.
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