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Cor 13 gennaio 2020
Celiachia, presentata dal gruppo M5S una proposta di legge per migliorare le condizioni di vita dei pazienti affetti dalla malattia. Plauso per l’iniziativa è stato espresso anche dal presidente dell’Associazione italiana celiaci Sardegna, Ivo Picciau
Celiachia, proposta di legge in regione


CAGLIARI – Sono 7.290 i celiaci in Sardegna, di cui 1.834 maschi e 5.456 femmine. L’Isola è la regione italiana con la percentuale più alta di affetti da celiachia per numero di abitanti, pari allo 0,44 per cento. Sono alcuni dei dati, riferiti al 2017, emersi nel corso della conferenza stampa, organizzata oggi in Consiglio regionale dal Gruppo del Movimento 5 Stelle, per illustrare la proposta di legge n. 27 “Contributo per l’acquisizione dei prodotti senza glutine in favore dei soggetti affetti da malattia celiaca”, prima firmataria Desirè Manca (nella foto), capogruppo del Movimento. Il testo, composto da tre articoli, prevede la possibilità di utilizzare il buono acquisto che varia da 56 a 124 euro al mese, in base alla fascia d’età e al fatto che si tratti di pazienti di sesso femminile o maschile, nelle farmacie e in altri esercizi commerciali, compresi quelli della grande distribuzione, autorizzati dall’Ats.

Il testo prevede di passare dal buono cartaceo a quello digitale, utilizzando la tessera sanitaria, e consentire di spendere l’importo i più momenti e non in un’unica soluzione come avviene oggi. Nella proposta di legge è prevista una spesa per la Regione di 1 milione di euro per il primo anno e di 250mila euro per le annualità successive che, secondo quanto riferito dai proponenti, potrebbe essere coperta dai fondi europei. Desirè Manca ha spiegato che la Regione Lombardia è stata tra le regioni più virtuose, poiché ha realizzato, già dal 2014 un progetto, denominato “Nuova Celiachia”, che permette tramite la TS-CNS (Tessera sanitaria – Carta nazionale dei Servizi) ai celiaci di utilizzare il budget celiachia a carico del Servizio sanitario nazionale, acquistando su tutto il territorio regionale i prodotti alimentari anche in più momenti. Il sistema lombardo collega 2800 farmacie, 196 negozi specializzati e 654 punti vendita della Grande distribuzione. La Lombardia, ha continuato Manca, ha realizzato uno specifico software “Celiachia@_RL” per la gestione della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario regionale e dei processi di gestione dei malati celiaci.

Una buona pratica che la Sardegna potrebbe seguire, come hanno già fatto altre 12 regioni, tra cui Veneto, Toscana, Puglia e Lazio che hanno chiesto alla Regione Lombardia di poter acquisire il software. La Regione Lombardia ha infatti approvato nel 2018, con apposita delibera, la possibilità di consentire alle regioni interessate l’adesione al software, con una spesa, nel caso della Sardegna di 77mila euro a titolo di costo una tantum di attivazione e di 98mila euro come canone annuo del servizio. Per Roberto Li Gioi, consigliere del M5S, con l’utilizzo del software la Regione sarda potrebbe avere un risparmio di un milione di euro, pari a circa un sesto della spesa totale, consentirebbe all’Ats di avere dati utili sulle necessità dei pazienti e offrirebbe un miglioramento della qualità di vita per i cittadini celiaci. Si tratta, ha poi aggiunto Michele Ciusa, consigliere del M5S, di una proposta di legge che mette in primo piano le necessità dei cittadini.

D’accordo anche il collega Alessandro Solinas (M5S), il quale ha sottolineato che si sta prendendo spunto da un sistema che ha già dimostrato di funzionare e che renderebbe più semplice la vita dei pazienti. La capogruppo Desirè Manca ha poi voluto ricordare che la proposta di legge è stata presentata a giugno 2019 e che, nonostante, le sue sollecitazione e richieste inviate al presidente della Commissione Sanità, la proposta di legge non è stata ancora esaminata dal parlamentino. Non solo. Manca ha anche sottolineato che è stata presentata una proposta di legge analoga dalla maggioranza, il 20 dicembre scorso, che ricalca esattamente il loro testo. Manca ha auspicato che le due proposte siano esaminate nel più breve tempo possibile, visto che sono già passati sette mesi dalla presentazione di un provvedimento che ha l’obiettivo di andare incontro alle esigenze e ai problemi dei cittadini sardi. Massima apertura, ha concluso, a eventuali interventi migliorativi del testo.
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