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Red 24 gennaio 2020
Dissesto idrogeologico: 141 interventi in 9 mesi
Solo negli ultimi nove mesi, sono stati finanziati 141 interventi sull’emergenza idrogeologica per circa 35milioni di euro, a cui si aggiunge la progettazione di altri venti interventi, frutto del tavolo di confronto permanente tra Presidenza della Regione-Assessorato dei Lavori pubblici, Distretto idrografico ed Ente acque della Sardegna finalizzato ad avviare un coordinamento efficace nelle emergenze e nella pianificazione degli interventi


CAGLIARI - La Regione autonoma della Sardegna mette in campo forze, risorse, sapere a difesa del suolo e nel ripristino delle opere danneggiate da eccezionali avversità, anche alla luce della nuova mappatura del territorio che ha consentito di individuare le aree di criticità idraulica (passate da 1 a 8percento del territorio regionale e dal 7 al 49percento, se si considerano le frane), oggi tenute costantemente sotto controllo anche attraverso apposite misure di salvaguardia. Solo negli ultimi nove mesi, sono stati finanziati 141 interventi sull’emergenza idrogeologica per circa 35milioni di euro, a cui si aggiunge la progettazione di altri venti interventi, frutto del tavolo di confronto permanente tra Presidenza della Regione-Assessorato dei Lavori pubblici, Distretto idrografico ed Ente acque della Sardegna finalizzato ad avviare un coordinamento efficace nelle emergenze e nella pianificazione degli interventi.

Affrontare le emergenze da una parte e semplificare le norme dall’altra, è l’obiettivo della Regione autonoma della Sardegna, anche alla luce del dato relativo alle risorse stanziate ma ancora da spendere. «Scontiamo notevoli ritardi sulla spesa. Negli ultimi dieci anni, sono stati stanziati circa 900milioni. Di questi, 500 risultano ancora da spendere. Da qui l’impegno della Regione sulla necessità di semplificare le regole per accelerare la spesa. Lo stiamo facendo sia dal punto di vista normativo e sia con una serie di azioni volte a tutelare gli interessi della Sardegna e dei sardi.In questo senso, abbiamo impugnato il Decreto invasi”, ha spiegato l’assessore regionale dei Lavori pubblici Roberto Frongia, a margine dell’incontro con Enas ed Adis.

«Nel corso di questi mesi – prosegue Frongia - abbiamo improntato una serie di azioni volte a garantire la sicurezza del territorio per ragionare non più in termini emergenziali ma di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, a tutela della pubblica incolumità. Abbiamo posto particolare attenzione sulla progettazione e pianificazione, stanziando risorse su tutti quegli interventi legati alle varie casistiche di dissesto prevedendo di intervenire su corsi d'acqua, su infrastrutture stradali minacciate da fenomeni di caduta massi, per la messa in sicurezza dei territori Comunali colpiti da fenomeni atmosferici avversi o, ancora, per la messa in sicurezza delle dighe». In riferimento al Decreto invasi, provvedimento che ha deciso a livello nazionale i criteri di ripartizione delle risorse per il piano di interventi in campo idraulico (600milioni per il Piano invasi e 400 per il Piano acquedotti), Frongia ha aggiunto: «Alla Sardegna è stata riconosciuta una percentuale troppo bassa La ripartizione non è rapportata alle reali esigenze della nostra regione. Per questa ragione abbiamo impugnato il provvedimento, come atto di tutela nei confronti della Sardegna e dei sardi».

Nella foto: l'assessore regionale Roberto Frongia
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