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Red 1 aprile 2020
«Situazione grave in Medicina ad Alghero»
«In mancanza di iniziative in merito il comparto infermieristico si riserva di intraprendere le opportune iniziative legali» La segretaria territoriale della Fsi-Usae Mariangela Campus ha inviato una lettera ai vertici sanitari provinciali e locali per denunciare la situazione, conseguente alla rilevazione di un paziente positivo nel Reparto algherese


ALGHERO - Situazione grave ed esplosiva nell'ospedale Civile di Alghero. Tanto che la segretaria territoriale della Fsi-Usae, Mariangela Campus, ha inviato una lettera-denuncia al direttore dell'Assl Sassari e responsabile dell'Area Crisi Mocci, al direttore del Dipartimento Igiene e sanità pubblica di Sassari Delogu, al direttore dello Spresal di Sassari Masia, al direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Alghero Cossu ed alla responsabile facente funzioni dell'Unità ospedaliera di Medicina di Alghero Bifulco.

Occhi puntati sulla situazione che sta interessando l’Unità ospedaliera Medicina, dovuta al caso di positività per Covid-19 riscontrato nella nottata del 30 marzo 2020 [LEGGI] in una paziente ricoverata in reparto dal giorno 17 marzo. «La paziente in questione - denuncia la sindacalista - non è stata posta in isolamento ma si trovava in una stanza con altre tre pazienti, inoltre essendo autonoma ha deambulato in autonomia lungo tutto il reparto».

«Tutti gli operatori del Reparto – sottolinea Campus - hanno prestato assistenza alla stessa dotati delle sole mascherine chirurgiche, come da disposizioni di presidio e di reparto che obbligano all'utilizzo della maschera Ffp2 solo ed esclusivamente in caso di paziente sospetto. Dopo il riscontro di positività per Covid-19 nessun operatore è stato sottoposto a screening con tampone, non è stato predisposto un piano di sanificazione degli spazi comuni, né la riorganizzazione del reparto per eventuale spostamento degli altri degenti. Al contrario, i Cpsi e tutto il personale hanno continuato a lavorare in condizioni di sicurezza alquanto dubbie per la propria incolumità e quella degli altri degenti».

Per questo, la Fsi-Usae chiede al servizio deputato alla prevenzione e sicurezza dei lavoratori «un immediato intervento per una gestione appropriata della situazione a tutela di tutti i lavorati, che vengano effettuati i tamponi a tutto il personale che è entrato in contatto con il paziente positivo, che vengano forniti i Dpi necessari previsti dalla normativa di cui all’art.2087 c.c. e D.lgs 81/2008 e che si proceda alla creazione di un protocollo da utilizzare nel caso in cui venga riscontrato positivo un degente di modo da salvaguardare sia gli altri pazienti che tutti i dipendenti. In mancanza di iniziative in merito – conclude la missiva - il comparto infermieristico si riserva di intraprendere le opportune iniziative legali».
Commenti
21:28
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8:21
La querelle finisce al vaglio della Corte costituzionale. «Assurde e irrealizzabili le pretese di passaporti o attestati di negatività al virus», dichiarano i rappresentanti dell´associazione dei consumatori


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