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Cor 1 luglio 2020
Inquinamento marino, in campo i pescatori
Pronta a partire nelle aree costiere sarde la fase di sperimentazione del progetto F.L.A.G.S. (Fishing Litter and Abandoned Gears in Sardinia) per la raccolta e il conferimento dei rifiuti trovati in mare


CAGLIARI - Sono state presentate in conferenza stampa, nella sede operativa del Flag Sardegna Orientale a Cagliari, le attività del progetto FLAGS - Fishing Litter and Abandoned Gears in Sardinia (FLAGS) – che ha come obiettivo generale realizzare un sistema organico di strutture, procedure, attrezzature e incentivi destinato al miglioramento delle condizioni ambientali delle acque territoriali sarde attraverso il coinvolgimento dei pescatori nel processo di raccolta di rifiuti a mare e loro conferimento e trattamento.

Il partenariato è composto dall’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (Capofila), dai FLAG (Fisheries Local Action Groups) Sardegna Orientale, FLAG Nord Sardegna, FLAG Sardegna Sud Occidentale, FLAG Pescando – Sardegna Centro Occidentale.
Il progetto si concentra sull’attività sperimentale di rimozione dal mare di rifiuti di varia natura, con particolare attenzione agli attrezzi da pesca dispersi e/o abbandonati, da parte di pescherecci selezionati tra quelli che praticano la pesca demersale e la piccola pesca in Sardegna. I rifiuti, attentamente selezionati e individuati, verranno depositati in alcuni porti attrezzati e ricadenti nell’area dei FLAG sardi. Per fare questo, il progetto si sta adoperando per fornire i porti di appositi contenitori dedicati alla raccolta di rifiuti (come ad esempio isole ecologiche) mentre alle imbarcazioni verranno forniti contenitori e attrezzature adeguate alla raccolta e allo stoccaggio a bordo dei rifiuti.

I porti coinvolti nella sperimentazione sono i seguenti: Porto de La Caletta di Siniscola; Porto peschereccio di Cagliari; Porticciolo Turistico di Villasimius; Porto di Calasetta; Porto di Sant’Antioco; Porto Turistico della Marina di Torregrande; Porto di Golfo Aranci e Porto di Porto Torres. In ognuno di essi è stata svolta una indagine conoscitiva utile a comprendere l’attuale modello di gestione dei rifiuti e le tipologie di rifiuti smaltiti e a verificare la possibilità di posizionare piccole isole ecologiche dedicate alla sperimentazione prevista. Parallelamente è stata svolta una analisi dei progetti attualmente esistenti che si occupano di raccolta e monitoraggio di rifiuti in altri territori italiani e UE per poter capitalizzare al meglio i risultati ottenuti fino ad ora e lavorare al modello organizzativo previsto con maggiore efficacia.

I pescatori partecipanti, le cui imbarcazioni verranno selezionate con apposita manifestazione di interesse (almeno quattro per ognuno dei quattro FLAG coinvolti) sono da considerarsi i veri e propri protagonisti del progetto. Essi infatti contribuiranno alla sua riuscita concreta, raccogliendo i rifiuti dal mare, separandoli e conferendoli anche grazie ad una attività di sensibilizzazione e formazione realizzata dall’Università e dai FLAG. I pescatori parteciperanno anche ad un contest chiamato “Marine Litter Awards” che, con video e foto, testimonierà l’attività di recupero dei rifiuti svolta dai pescatori.
Tra gli attori che prenderanno parte al progetto ci saranno anche le imprese specializzate nello stoccaggio, nel trattamento e nell’eventuale riciclo del materiale raccolto.
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