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Red 15 dicembre 2020
Cultura: nuovo libro per Giacomo Oppia
“La Taffureria–Il gioco d’azzardo ad Alghero nel Medio Evo e nei periodi successivi” è il libro pubblicato dalle Edizioni del Sole. Nella seconda metà del XIV secolo, dopo la conquista aragonese, nella Riviera del corallo fu introdotta una casa da gioco di tipo catalano


ALGHERO - Il gioco d’azzardo, esclusivamente o prevalentemente legato al caso e alla fortuna, che ha sempre rappresentato un’attività connaturata alla psiche e alle pulsioni dell’essere umano, fece registrare uno straordinario sviluppo nel Tardo Medio Evo, quando ebbe una larghissima diffusione in tutta l’Europa. Furono allora istituite, per meglio regolamentare i comportamenti dei giocatori (spesso violenti, rissosi e blasfemi), apposite case da gioco pubbliche, diversamente denominate e gestite nei vari paesi, comunque utilizzate per incrementare le entrate fiscali.

Anche ad Alghero, nella seconda metà del 14esimo secolo, dopo la conquista aragonese, fu introdotta una casa da gioco di tipo catalano, chiamata taffureria, attiva fino alla fine del 1400, sulla quale non solo non esistevano finora studi specifici, ma neppure notizie o informazioni di qualche importanza. Questa lacuna nella storia di Alghero medievale viene ora colmata da un libro curato da Giacomo Oppia e recentemente pubblicato dalle “Edizioni del Sole”, dal titolo: “La Taffureria–Il gioco d’azzardo ad Alghero nel Medio Evo e nei periodi successivi”.

Dopo le ricerche effettuate nell’Archivio di Stato di Cagliari, l’autore ha portato alla luce un’ampia documentazione, consistente in numerosi contratti di arrendamento (così allora era chiamato l’appalto) della Taffureria di Alghero, stipulati nel corso del 15esimo secolo e annotati nei Registri della Procurazione reale del capo di Logudoro. Sulla base di questa documentazione, nel libro di Oppia è stato possibile delineare con una certa attendibilità la situazione del gioco d’azzardo nella villa di Alghero nel 15esimo secolo e le sue regole, ed esprimere alcune osservazioni di carattere sociale ed economico sui soggetti coinvolti nella gestione e nella pratica di tale gioco. Viene così messo in evidenza un singolare e intrigante aspetto della vita sociale della comunità algherese con particolare riferimento all’epoca medievale, finora completamente trascurato negli studi sulla storia locale, ma pur sempre meritevole di essere portato alla conoscenza e all’attenzione di tutti coloro che sono interessati alle vicende storiche della propria terra.

Nella foto: Giacomo Oppia
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