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Antonio Burruni 5 marzo 2008
Loredana Costantino Sportiva della Settimana
«Ci speriamo e ci crediamo», questa la parola d’ordine che la play-guardia calabrese pronuncia a nome di tutta la squadra quando si parla della possibile salvezza della Mercede Basket Alghero nel campionato di serie A2 femminile


ALGHERO – Loredana Costantino ha indossato la casacca della Mercede Basket Alghero in sole otto occasioni, ma ha già trovato una sua collocazione ben definita nello scacchiere della formazione algherese. L’inizio, il 13 Gennaio contro la capolista Pontedera non fu dei migliori, come la successiva gara contro Livorno. E’ arrivata, assieme a Paola Cucchiara, nel bel mezzo della peggior striscia negativa stagionale per le biancoblu, e i primi punti, appena tre, sono arrivati alla terza apparizione, in casa contro Siena. Poco per una giocatrice che era stata presentata come “un’esperta tiratrice”. Ma le ultime gare, entrambe vinte dalle algheresi, portano anche la sua firma, visto che è stata la top scorer nella vittoria di Rende (diciotto punti), e seconda, dietro la scatenata Piroli, nel match conquistato in casa contro Napoli (nove punti). L’esperta play-guardia, che ha festeggiato il suo trentaquattresimo compleanno il 14 Novembre a Palestrina, sua precedente “casa cestistica” anche se per poco più di quattro mesi, ora vuole dare il suo contributo per mantenere il nome di Alghero nella serie A di basket.

Come mai hai scelto proprio il basket, come sport della tua vita?
«Ma, veramente a me gli sport piacciono un po’ tutti. Per esempio, da ragazzina giocavo molto a calcio con i miei amici. L’amore per il basket – spiega – me l’ha trasmesso mia madre, che mi portava a vedere la Viola Reggio Calabria, la squadra della mia città che disputava il campionato di A1 maschile. E col tempo mi sono appassionata veramente».
Loredana è molto legata alla sua famiglia, formata da padre, madre, una sorella piccola ed un cane, Pink. Anche se la vita sportiva la tiene spesso lontana da casa.
«Ho iniziato a giocare a basket a dieci anni, nella Leonardo Basket di Reggio Calabria, dove ho fatto la trafila nelle giovanili e dove ho esordito in serie B, ad appena tredici anni. Poi, a vent’anni, sono andata a giocare nell’altra squadra della mia città, l’Olimpia, che militava in A2. Da lì, sono andata per quattro anni a Patti, in A2, rifiutando diverse richieste da società di categoria superiore. Poi due anni ad Alcamo in A2, in B1 con Marsala ed Augusta e poi, fino all’anno scorso, di nuovo in A2 con Alcamo».
Insomma, una carriera sportiva spesa tra la Calabria e la Sicilia. Fino a Settembre 2007, quando ha firmato con Palestrina, formazione che milita nello stesso girone della Mercede. E proprio con la formazione laziale, nonostante la sconfitta, ha disputato la sua miglior partita proprio al PalaCorbia, nel girone d’andata.
Ma come mai ha scelto di venire proprio ad Alghero?
«Dopo dieci anni di Sicilia, ho scelto di fare una nuova esperienza. Anche se non mi pento di quelle stagioni, forse è una scelta che avrei dovuto fare un po’ prima. Ho scelto Alghero perché mi sembrava la squadra più giusta per me. Ho parlato tanto con Checco De Rosa, qui ho trovato una società ben disposta e poi mi aveva parlato bene dell’ambiente anche Federica Fazio, con cui avevo già giocato ad Alcamo, e questa è stata una spinta in più per venire».
A Palestrina giocavi con la maglia numero 8. Qui ad Alghero, a parte un paio di apparizioni col 18, hai scelto lo stesso numero. Scaramanzia?
«Ad Alcamo giocavo con il numero 4. Quando sono arrivata a Palestrina, quel numero era già occupato ed allora ho scelto l’otto, lo stesso che indossa la mia amica Carnemolla ad Umbertide. E qui ad Alghero l’ho mantenuto».
Quando sei arrivata, ci aspettava da te tiri e punti, ma l’inizio non è stato dei migliori…
«E’ vero. Ho avuto qualche difficoltà iniziale, che penso possa essere definita “fisiologica”, con l’ambientamento e tutto il resto, ma ora sto trovando fiducia. In più, ho trovato una grossa differenza rispetto a Palestrina, cioè l’allenamento in palestra, decisamente più duro qui. All’inizio mi ha frenato un po’, ma ora mi sto accorgendo che mi sta servendo tanto. Oltretutto – spiega – io non ho lo spirito da “primadonna”, che si impone nel gioco e cerca di giocare tutti i palloni, ma sono entrata con rispetto verso il gruppo».
Un gruppo dove tu, assieme a Manuela Monticelli, sei la giocatrice più esperta. Ti sei trovata a metà tra l’essere l’ultima arrivata e dover fare da “chioccia” alle più giovani…
«E’ vero, anche se è sempre più difficile fare la chioccia alle “nuove generazioni”. Ma qui ho trovato le ragazze più giovani molto attente e ben predisposte nei confronti della più esperte».
Analizzando meglio la rosa, cosa ne pensi e che cambiamenti, se potessi, proporresti?
«Ma, penso che siamo complete in ogni ruolo, con undici buoni elementi. Sinceramente non toccherei nulla, perché penso che questa intelaiatura non meriti questa classifica. Se togliamo le tre squadre più forti, Pontedera, Ancona ed Umbertide – spiega – non siamo inferiori a nessuna delle altre. Crediamo nella salvezza diretta, perché ce la possiamo fare – attacca – sennò, ci salveremo ai play-out».
Se la Mercede si confermasse in A2, ti piacerebbe rimanere anche per la stagione 2008/09?
«L’anno prossimo mi vedo ancora in campo – assicura – e sarei contento di farlo ancora qui, con la maglia della Mercede».
Loredana Costatino cosa fa nel tempo libero, quando non sta sul parquet?
«Soprattutto d’estate, mi piace fare la barwoman. Infatti – spiega – il mio sogno sarebbe di aprire un pub mio. Per il resto, faccio quello che fanno un po’ tutte le mie compagne. Ascolto musica, vado al cinema, esco con Fazio, Tarantino, Freschi, Negri, un po’ con tutte. E poi – sorride – cerco il fidanzato».

L’intervista si conclude qui, Loredana si alza dal nostro tavolo e vola a raggiungere le compagne per l’allenamento serale del martedì. C’è una nuova partita da preparare ed una salvezza da raggiungere. E chissà, magari un cuore algherese da conquistare.

Nella foto: Loredana Costatino, play-guardia della Mercede Basket Alghero
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