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S.A. 16 maggio 2022
Cia contro Regione: cavallette devastano 24mila ettari
Cia Sardegna tuona contro la Regione: «L’emergenza cavallette è solo l’ultimo effetto dell’assenza di programmazione», dall´invasione degli insetti ai ristori e le politiche di sviluppo


CAGLIARI - «L'invasione delle cavallette sta devastando oltre 24mila ettari del centro Sardegna. L’esperienza e le conoscenze indicano che la siccità, oltre che le condizioni climatiche registrate durante l’inverno, hanno acuito un problema che poteva facilmente essere preventivato e affrontato per tempo». Lo denuncia la Cia Sardegna che punta il dito contro l'amministrazione regionale: «Siamo all'assurdo, per il quarto anno consecutivo ci ritroviamo ad affrontare un problema che nonostante le grida d’allarme lanciate per tempo e rimaste inascoltate, sta mettendo in ginocchio un intero territorio e sta ulteriormente minando il il settore primario isolano e l’intero tessuto economico e sociale sardo. Le aziende agricole coinvolte, dopo i tanti problemi legati ai costi di produzione, ai processi speculativi in atto, sono ridotte alla totale disperazione e vedono pregiudicata la loro stessa esistenza a causa dell’assoluta assenza di politiche di sviluppo e programmazione».

Secondo l'associazione che riunisce gli agricoltori sardi «lo stato in cui versa il comparto primario sardo, le cui problematiche sono puntualmente ignorate dalla politica sarda e nazionale, ha causato anche la mancata coltivazione di una parte dei terreni, favorendo tra i tanti problemi il proliferare della presenza delle cavallette. Un fenomeno invasivo e distruttivo che oggi riteniamo sia necessario combattere con prodotti che non arrechino danni alle coltivazioni e agli allevamenti, nel pieno rispetto e nella completa tutela delle produzioni sarde oltre che dei consumatori finali».

E ancora: «L’invasione annunciata delle cavallette è solo la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui versa il comparto agricolo sardo, costantemente alle prese con problemi che avrebbero dovuto trovare soluzioni da tempo, non ultimo è l esempio della blue tongue della scorsa estate. Capitolo a parte merita poi il discorso relativo agli indennizzi, ai ristori e ai premi spettanti agli agricoltori: per l’ennesima volta - ribadiscono - la necessità che tutte le risorse dovute ad agricoltori e allevatori arrivino tempestivamente e non subiscano i condizionamenti e le lungaggini burocratiche di cui soffre da anni la pubblica amministrazione: i pagamenti devono essere facilmente richiesti da tutti i beneficiari, con procedure semplici e agevoli e devono arrivare in tempi rapidi e certi». «È giunto il tempo che la politica metta da parte i tanti proclami e rimetta seriamente al centro della discussione, condividendole con i portatori di interesse, le azioni a tutela e rilancio delle produzioni agricole e degli allevamenti sardi, siamo stanchi di rincorrere le emergenze e vogliamo avere la possibilità di continuare a lavorare nella nostra isola, possibilmente garantendo un futuro anche ai tanti giovani spesso ora costretti a emigrare abbandonando le nostre terre all’incuria e in mano agli sciacalli di turno» concludono.
Commenti
13/3/2026
A crescere è l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under 35 attive, capaci di garantire prodotti di alta qualità che contribuiscono in maniera significativa ai primati del Made in Italy a tavola. Alle finali nazionali ha rappresentato la Sardegna Beatrice Foddis, giovane allevatrice di Tertenia



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