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Carlo Mannoni 31 ottobre 2024
L'opinione di Carlo Mannoni
Gli impianti eolici a Ittiri e a Villanova Monteleone


Il progetto Alas 1 della società Rwe Renewables Italia, relativo all’installazione di 10 pale eoliche dell’altezza di 200 metri nei Comuni di Ittiri (8) e Villanova Monteleone (2), per una potenza complessiva di 66 MW, costituisce un caso emblematico attraverso il quale si potrà attestare l’efficacia o meno della legge regionale n. 5 del 03/07/2024, sul temporaneo divieto di realizzare in Sardegna nuovi impianti di produzione e accumulo di energia elettrica ancorché autorizzati all’entrata in vigore della stessa legge. Il progetto, sottoposto al procedimento di valutazione ambientale statale, aveva trovato discordi i due Ministeri decisori, quello della transizione ecologica (ambiente), favorevole all’intervento, e il Ministero della cultura (paesaggio), contrario all’intrapresa. Come è noto, dopo la riforma 2022 dell’articolo 9 della nostra Carta costituzionale, l’“ambiente” ha ora una posizione di tutela paritaria al “paesaggio”, quest’ultimo in precedenza in posizione prevalente. Con il parere del 19 novembre 2021, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Sassari aveva evidenziato che l’impatto visivo dell’intervento avrebbe trasformato “negativamente la percezione delle visuali del paesaggio naturale, storico e identitario esistente” e che a causa della notevole altezza degli aerogeneratori, questi sarebbero stati “visibili da più punti e da vaste aree”. La stessa Soprintendenza aveva messo in evidenza che nell’areale delle pale eoliche sono presenti 748 tra beni culturali e beni paesaggistici, di cui 454 ricadenti nell’area di visibilità teorica dell’impianto eolico in progetto. Nel nuovo sistema normativo introdotto dal “decreto Draghi”, il parere delle Soprintendenze per tale tipo di interventi non è più “vincolante” ma soltanto “obbligatorio”. Il contrasto tra i due ministeri – il primo difensore degli interessi ambientali (energia da fonti rinnovabili), il secondo tutore di quelli culturali e del paesaggio – è stato risolto dal Consiglio dei ministri che, con la delibera del 16 settembre 2022 (stesso procedimento per il via libera degli impianti eolici visibili dalla Basilica di Saccargia), ha espresso il giudizio di compatibilità ambientale sul progetto. Lo ha fatto in base a una norma (articolo 5, comma 2, lettera c-bis della legge n. 400 del 1988) che deferisce al governo nazionale la decisione in caso di “valutazioni contrastanti tra le amministrazioni a diverso titolo competenti”. Nel caso, lo stesso governo aveva considerato lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e la valenza imprenditoriale ed economica della Rwe Renewables Italia, prevalenti sulla tutela paesaggistica e culturale dei territori interessati.
Come abbiamo appreso dal sindaco di Villanova Monteleone Quirico Meloni, la società imprenditrice ha comunicato ai sindaci dei due comuni interessati il prossimo inizio dei lavori di impianto dei dieci generatori, presumo dopo il parere favorevole dei ministeri competenti sulla documentazione da poco inoltrata dalla società per il “giudizio di ottemperanza” a una serie di prescrizioni impartite all’autorizzazione ambientale del 2022. Lo stesso sindaco di Villanova Monteleone ha giustamente interessato la Regione sul possibile contrasto dell’avvio dei lavori con il divieto di nuovi impianti eolici posto dall’articolo 3 della legge regionale n. 5 del 03/07/2024. Tuttavia, tale divieto potrebbe essere limitato ai soli interventi non ancora autorizzati al momento di entrata in vigore della legge, mentre la giunta regionale, in via interpretativa, ha inteso estendere tale divieto anche agli interventi già autorizzati, ma con l'inizio dei lavori non ancora intrapreso. Riuscirà la Regione a impedire i lavori dell’impianto eolico a Ittiri e Villanova per quanto già autorizzati? Data la complessità della questione, ai giudici amministrativi e costituzionali la risposta conclusiva.
Commenti
15:17
La foce del Coghinas diventa un hub tra natura e grandi eventi. L’intervento, costato complessivamente oltre 100.000 euro — frutto di una virtuosa sinergia tra fondi regionali (40.000 euro) e risorse del bilancio comunale (60.000 euro) — ha permesso di recuperare un sito inserito in un delicato contesto di Interesse Comunitario
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