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Romano Pesavento 9:55
L'opinione di Romano Pesavento
Educazione civica da potenziare nella scuola


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende intervenire nel dibattito in corso sull’attribuzione delle 33 ore annuali di Educazione civica, alla luce delle recenti interpretazioni applicative del D.M. n. 183 del 7 settembre 2024, che in numerosi istituti del secondo ciclo stanno conducendo all’assegnazione integrale del monte ore al solo docente di Diritto. Se da un lato tale prassi rischia, sul piano strettamente normativo, di entrare in tensione con il principio di trasversalità sancito dalla Legge n. 92/2019, dall’altro essa evidenzia una criticità più profonda e strutturale: l’insufficiente riconoscimento ordinamentale del ruolo delle discipline giuridiche ed economiche all’interno del curricolo scolastico.

L’Educazione civica non è, e non può essere, una sommatoria episodica di contributi disciplinari. Essa rappresenta l’asse portante della formazione democratica, costituzionale e civica degli studenti. In tale prospettiva, il Diritto non costituisce una disciplina “tra le altre”, ma il fondamento culturale e concettuale dell’intero impianto: Costituzione, diritti umani, legalità, istituzioni, cittadinanza europea e internazionale non sono elementi accessori, bensì il cuore dell’insegnamento. Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani rivolge pertanto un appello diretto e formale al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si apra una fase nuova, non più affidata a soluzioni interpretative locali, ma fondata su scelte politiche e ordinamentali chiare e coerenti.

In particolare, si chiede con forza: il potenziamento strutturale della classe di concorso A046 – Discipline giuridiche ed economiche, attraverso un incremento stabile del monte ore curricolare;
l’estensione di tale potenziamento a tutti gli istituti scolastici, di primo e di secondo grado, superando l’attuale disomogeneità territoriale e garantendo a tutti gli studenti pari opportunità formative in ambito giuridico-costituzionale; un rafforzamento del ruolo del Diritto all’interno dell’Educazione civica, prevedendo esplicitamente che la progettazione e la conduzione del percorso possano essere affidate in modo prevalente o, in una prospettiva di riforma ordinamentale, anche esclusivo alla disciplina giuridico-economica, ferma restando la collaborazione delle altre discipline. La trasversalità, principio cardine dell’Educazione civica, non viene smentita da una regia forte; al contrario, essa richiede una disciplina di riferimento chiara, capace di orientare e valorizzare i contributi delle diverse aree del sapere. Senza un adeguato monte ore di Diritto, la trasversalità rischia di tradursi in frammentazione e discontinuità didattica.

Lasciare alle singole scuole la responsabilità di compensare con delibere collegiali una carenza strutturale significa esporre il sistema a conflitti interpretativi, contenziosi e soluzioni diseguali. L’autonomia scolastica non può supplire a una mancanza di indirizzo nazionale. Se l’Educazione civica è davvero considerata una priorità strategica del sistema educativo, allora essa deve poggiare su un investimento chiaro e visibile nelle discipline giuridiche ed economiche, riconoscendo alla classe A046 un ruolo centrale, stabile e diffuso nel curricolo. Educare alla cittadinanza significa educare alla Costituzione e ai diritti. Per farlo in modo serio, non bastano 33 ore distribuite: serve più Diritto nella scuola, in ogni scuola, per tutti gli studenti. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che il Ministero voglia accogliere questo appello e avviare un intervento strutturale che restituisca coerenza, dignità e forza educativa all’insegnamento dell’Educazione civica, nell’interesse della democrazia e delle future generazioni.

*presidente CNDDU
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