«Il Comparto unico è una riforma di giustizia, di equità e di rafforzamento della pubblica amministrazione nei territori». Lo dichiarano gli assessori regionali Mariaelena Motzo e Francesco Spanedda
CAGLIARI - «Il Comparto unico è una riforma di giustizia, di equità e di rafforzamento della pubblica amministrazione nei territori». Lo dichiarano gli assessori regionali Mariaelena Motzo e Francesco Spanedda, intervenuti ieri a Oristano al dibattito pubblico organizzato da Sinistra Futura, alla presenza di amministratori e lavoratrici e lavoratori degli enti locali. Era previsto dal 2006, ma non è mai stato attuato. Questa legislatura ha scelto di assumersi la responsabilità politica di governare una riforma complessa, anziché rinviarla, affermano gli assessori.
Per Motzo e Spanedda il punto di partenza è chiaro: «Gli enti locali sono il primo contatto tra istituzioni e cittadini. Le difficoltà dei Comuni non sono inefficienze, ma il risultato di organici insufficienti e funzioni trasferite senza risorse adeguate. Rafforzare il Comparto significa rafforzare la credibilità dello Stato nei territori». Da qui la scelta di una riforma strutturale del lavoro pubblico: «A parità di funzioni - spiegano - devono corrispondere condizioni di lavoro omogenee e dignitose. Oggi i dipendenti degli enti locali sono, nel comparto pubblico, tra i più penalizzati sul piano retributivo. Questo produce una fuga di personale, colpendo soprattutto i Comuni più piccoli».
Il metodo seguito dalla Regione è fondato su confronto, gradualità e sostenibilità finanziaria. “La Cabina di regia, allargata alle rappresentanze degli enti locali, è stata il luogo di un confronto responsabile su una riforma che incide su status giuridico, finanza pubblica e autonomia comunale”, evidenziano gli esponenti della Giunta.Elemento qualificante del percorso, insieme al contributo del Consiglio regionale, è la prima stima finanziaria attendibile. «Sono stati raccolti dati da oltre 300 enti locali e incrociati con quelli nazionali. Una stima prudente e verificabile, che distingue tra impianto ordinamentale e spesa effettiva».
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