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Cor 12:18
Pesca sportiva, nuove regole europee
A Cagliari il convegno “RecFishing” ha fatto il punto su obblighi, controlli e sostenibilità. Nel pomeriggio di venerdì 10 aprile alla Lega Navale si è tenuto il confronto tra istituzioni, Capitaneria, Corpo Forestale, Comune di Cagliari e operatori del settore. Presentata anche la campagna 2026 di “Fishing for the Planet”


CAGLIARI - Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 10 agosto, nella sede della Lega Navale di Cagliari, il convegno “RecFishing”, promosso da A.S.D. Blue Life Scuola Apnea Sardegna per approfondire le novità normative che interessano il mondo della pesca ricreativa e sportiva in mare. Un appuntamento partecipato, che ha riunito istituzioni, autorità marittime, forze di vigilanza, associazioni di categoria e operatori del settore in un momento di confronto dedicato alle nuove disposizioni europee, agli obblighi per i pescatori sportivi e ai temi della sostenibilità ambientale. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Lega Navale di Cagliari, l’ammiraglio Giuseppe La Rosa, che ha richiamato l’esigenza di fare chiarezza in un ambito profondamente mutato negli ultimi anni: «Il mondo della pesca sportiva è cambiato molto e oggi non ci sono più le semplificazioni che magari esistevano un tempo. Anche per questo abbiamo voluto ospitare un momento di approfondimento sulle novità normative intervenute in questo settore».

A seguire è intervenuto Simone Mingoia, presidente di Blue Life Scuola Apnea Sardegna, che ha riportato l’attenzione anche sul progetto ambientale che accompagna l’attività dell’associazione: «Fishing for the Planet nasce nel 2021 come progetto di ricerca, mappatura e recupero di attrezzi da pesca abbandonati in mare. Nel tempo abbiamo scelto di affiancare all’analisi anche un’azione concreta di recupero, lavorando in rete con istituzioni, università, forze operative e pescatori. Dopo gli ultimi interventi ci siamo dati come obiettivo non solo il censimento, ma anche la tutela delle specie che continuano a restare intrappolate all’interno delle nasse abbandonate».

Nel corso del convegno è intervenuta anche l’assessora all’Ecologia urbana, Ambiente e Verde pubblico del Comune di Cagliari, Luisa Giua Marassi, che ha sottolineato il valore strategico della collaborazione con Blue Life e il ruolo sempre più centrale del tema ambientale nelle politiche pubbliche: «Con Blue Life parliamo la stessa lingua, che è quella dell’ambiente. Oggi l’ambiente non è più soltanto un ambito dell’azione amministrativa: è la lente attraverso cui dobbiamo osservare e declinare tutte le nostre scelte. La tutela del mare non riguarda solo il rispetto delle norme o il timore delle sanzioni, ma la qualità della vita, la salute e il futuro delle nostre comunità». L’assessora ha inoltre ricordato l’impegno del Comune sul fronte della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti recuperati durante le attività ambientali, auspicando un rafforzamento delle azioni strutturali già a partire dai prossimi mesi.

Il confronto, moderato dal giornalista di Mondopesca Alberto Belfiori, ha dato ampio spazio anche agli aspetti tecnici della nuova normativa. In rappresentanza della Capitaneria di Porto è intervenuto il Comandante Marrazzo: «Non mi aspettavo una partecipazione così numerosa, segno evidente di quanto questo tema sia sentito. Il quadro normativo è articolato e va compreso bene, perché le regole sono fondamentali per la tutela del mare e della sicurezza della vita umana. Oggi tenersi aggiornati è essenziale, in un contesto in continua evoluzione, in cui cresce anche l’impatto delle attività sull’ecosistema». Tra i punti approfonditi durante l’incontro, l’obbligo di comunicazione per specifiche specie, il rinnovo del tesserino per la pesca sportiva, l’utilizzo dell’app RecFishing, la disciplina delle autorizzazioni, oltre ai limiti quantitativi e alle misure minime previste dalla normativa. Nel corso degli interventi è stato inoltre ribadito un principio centrale: la pesca sportiva è attività non commerciale e deve muoversi all’interno di regole che garantiscano la tutela dell’ecosistema marino e la tracciabilità del pescato.

Particolarmente significativo anche il contributo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. In rappresentanza del CFVA hanno partecipato il Commissario Superiore Davide Urrai, Direttore del Servizio Tecnico e della Vigilanza, e il Commissario Superiore Giovanni Tesei, Direttore del Servizio Territoriale di Sassari. Nel suo intervento, Tesei ha illustrato le attività svolte nell’ambito del progetto “Strong Sea Life”, dedicato all’individuazione e al trattamento delle reti fantasma, con particolare riferimento alla fascia marina dell’ovest Sardegna. «Il progetto nasce con l’obiettivo di contribuire alla tutela e al miglioramento degli habitat marini, in particolare delle praterie di posidonia oceanica, che svolgono una funzione fondamentale anche dal punto di vista dello stoccaggio del carbonio», ha spiegato Tesei, soffermandosi sulle difficoltà tecniche legate alla localizzazione degli attrezzi dispersi e sull’importanza delle segnalazioni provenienti da pescatori e operatori del mare.

Nel corso del suo intervento, il direttore del Servizio Territoriale di Sassari ha evidenziato anche il valore operativo della legge Salvamare, che consente oggi di gestire in modo più chiaro il rientro a terra dei materiali recuperati in mare: un passaggio considerato essenziale per rendere più efficaci gli interventi di recupero e per superare una delle principali criticità che per anni hanno rallentato questo tipo di attività. Dal versante associativo è intervenuto anche Gianni Baldereschi, presidente FIPSAS Sardegna, che ha richiamato il lavoro svolto dal mondo della pesca sportiva sul fronte della sensibilizzazione ambientale: «La pesca sportiva oggi non può più essere letta solo come pratica ricreativa. C’è una crescente attenzione al catch and release, alla tutela del mare e al coinvolgimento dei volontari nelle attività di pulizia di spiagge, porti e fondali. Anche da questo passa un cambiamento culturale necessario». Il convegno ha rappresentato così un’occasione utile non solo per chiarire obblighi, procedure e scadenze, ma anche per rimettere al centro un tema più ampio: il rapporto tra attività umane, rispetto delle regole e salvaguardia del mare. In questo quadro si inserisce anche il rilancio della campagna 2026 di “Fishing for the Planet”, con cui Blue Life intende proseguire il lavoro di mappatura e recupero delle reti fantasma nel Golfo di Cagliari.
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