Lo dichiarano il segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis e il consigliere nazionale Marco Tedde: la Giunta deve cambiare impostazione, aggiornare il dimensionamento sui dati ENAC più recenti, ricalcolare le frequenze sui load factor effettivi, distinguere alta e bassa stagione, introdurre maggiore flessibilità nella scelta degli aeromobili e confrontarsi preventivamente con i vettori
ALGHERO - «La Giunta regionale ha fatto orecchie da mercante sui problemi che erano già noti, ha fatto finta che tutto andasse bene e oggi il secondo flop della gara per Alghero-Linate certifica l’inadeguatezza del suo approccio alla continuità territoriale. «Forza Italia lo aveva detto con forza prima della pubblicazione del bando e lo ha ripetuto fino alla nausea dopo la prima gara deserta: con quelle frequenze, quelle fasce orarie e quel dimensionamento la gara non avrebbe funzionato. La Giunta ha avuto tutti gli elementi per correggere l’impostazione, ma ha scelto di non farlo. Non ascoltando tra l’altro i tecnici del settore. Ha aumentato la base d’asta e ha riproposto sostanzialmente lo stesso impianto. Il risultato era prevedibile». Lo dichiarano il segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis e il consigliere nazionale Marco Tedde.
«A questo punto non è più credibile scaricare la responsabilità sul mercato, sul caro carburante o sui vettori. Le regole le ha scritte la Regione e la Regione aveva il dovere di correggerle quando il primo bando era andato deserto. Invece ha continuato a rappresentare una situazione come se fosse sotto controllo, mentre i dati dicevano altro. Il mercato, per la seconda volta, ha semplicemente presentato il conto» incalzano i due esponenti di FI secondo i quali il nodo è il dimensionamento della tratta: «Una gara di continuità territoriale deve partire dalla domanda reale: passeggeri trasportati, load factor, stagionalità, frequenze necessarie e dimensione degli aeromobili. Se si impongono frequenze e capacità superiori a quelle sostenibili dai volumi di traffico, si costruisce un servizio troppo costoso e si rende la gara meno appetibile per i vettori».
E rivolgono un appello alla Regione: «Per questo non serve una terza gara fotocopia. Prima di pubblicare un nuovo bando, la Giunta deve cambiare impostazione: aggiornare il dimensionamento sui dati ENAC più recenti, ricalcolare le frequenze sui load factor effettivi, distinguere alta e bassa stagione, introdurre maggiore flessibilità nella scelta degli aeromobili e confrontarsi preventivamente con i vettori sulla sostenibilità delle condizioni. Anche le fasce orarie devono essere ripensate: devono garantire la mobilità dei residenti, ma senza trasformarsi in vincoli sproporzionati rispetto alla domanda. Prima si definisce il servizio realmente necessario e il suo costo sulla base dei dati; poi si costruisce la gara e si determina la base d’asta. Non il contrario».
«La proroga di ITA consente di evitare nell’immediato l’interruzione del collegamento, ma non cancella le responsabilità. Due gare deserte dopo che le criticità erano state segnalate rappresentano una precisa responsabilità politica della Giunta regionale. Adesso non bastano altre correzioni parziali: serve un nuovo modello di gara, realistico e sostenibile, costruito sui dati effettivi della tratta e sulle esigenze dei cittadini. «Il Nord-Ovest della Sardegna non può permettersi una terza gara costruita sugli stessi presupposti. La Giunta smetta di far finta che tutto funzioni e dimostri, nei fatti, di aver compreso gli errori: cambi metodo prima di pubblicare il prossimo bando» concludono.
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