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Antonio Burruni 29 ottobre 2008
Basket: Belfiore, il cuore del grifone per la Calik
La lunga genovese crede in un futuro positivo per la rinnovata compagine algherese


ALGHERO – Tanto grintosa in campo, quanto pacata davanti ai taccuini della stampa. Giorgia Belfiore, la ventiseienne lunga della Calik Alghero, nata a Genova il 3 agosto 1982, ci riceve subito con un largo sorriso. Una riedizione di Dottor Jekyll nella vita & Mister Hyde sotto le plance. E Giorgia dottore, anzi dottoressa, in Comunicazione linguistica e multimediale, lo dovrebbe diventare nel febbraio prossimo, visto che sta preparando la tesi sull’immagine della donna sportiva nel mondo della comunicazione, anche per capire come la si può valorizzare nel mondo dello sport. Punterà soprattutto sull’evoluzione del basket femminile e la maggior attenzione che attualmente riceve dai media.

Dove e come hai iniziato a giocare a pallacanestro?
«A nove-dieci anni, dovevo fare sport e, vista l’altezza, mi portarono a giocare alla Don Bosco di Genova. Mi è piaciuto subito. A quattordici anni sono andata a giocare nella Auxilium, altra società della mia città, ed a sedici mi sono trasferita a La Spezia. Ci sono stata tre anni, giocavo nella juniores e mi allenavo con la prima squadra, anche se non ci ho mai esordito in campionato. Da lì- prosegue – sono andata a giocare a Torino, in Serie B. Poi un anno di A2 a Pozzuoli, uno a Catania e poi quattro anni a Livorno».

Diamo uno sguardo alle medie tenute della pivot genovese, alta 195 centimetri, negli ultimi tre anni in terra labronica: nella stagione 2005/06 8,8 punti e quasi 12 rimbalzi in oltre 29 minuti giocati; nel 2006/07 6 punti e quasi 9 rimbalzi, con quasi 24 minuti giocati; l’anno scorso 3,7 punti e circa 6 rimbalzi in quasi 16 minuti). Quest’anno, con la maglia della Calik, ha una media di 10,5 punti in 28,8 minuti giocati, arricchiti da 10,5 rimbalzi.

Come mai hai scelto di venire a giocare ad Alghero?
«Stavo benissimo a Livorno, ma avevo deciso che era arrivato il momento di cambiare. Avevo già preso la decisione di andar via prima della fusione. L’unico punto da decidere era scegliere tra rimanere a giocare nei paraggi o andare proprio lontano. Due giorni rima di partire per Londra, mi è arrivata la telefonata da Alghero e l’ho accettata con entusiasmo. Avevo voglia di staccare e proprio, e cercavo uno stimolo in più».

Pensi di rimanere qui un solo anno, o nel tuo progetto ti vedi qui a lungo?
«Ora pensiamo solo a giocare ed a far bene. Se finisco l’anno e sto bene, mi piacerebbe rimanere. Poi bisognerà vedere anche cosa ne pensa la società. Tutto deve essere mosso da un progetto della società. Bisogna vedere che entusiasmo si ha attorno. Quando ho scelto di scendere in B1 per giocare a Livorno, l’ho fatto perché credevo nel progetto che avevano».

Come vedi la squadra quest’anno?
«Abbiamo lavorato ad inizio stagione, ora stiamo lavorando tanto e abbiamo ancora da lavorare. Ci dovrebbe mancare ancora poco per trovare l’equilibrio, per avere la completa consapevolezza nei nostri mezzi. Certo, la squadra è giovane e questo un po’ ci penalizza, ma siamo fiduciosi. Col mister stiamo lavorando bene. E poi non c’è un solo leader, ma siamo una squadra molto equilibrata e questo è un vantaggio. Abbiamo una panchina lunga, con dieci elementi veri, tutti possibili titolari, e queste caratteristiche, da metà campionato in poi, saranno tutti punti in più per la nostra classifica. Io ci credo veramente in questa squadra – sottolinea – Per me, come mentalità, possiamo andare a vincere con tutte. Per quel che mi riguarda, spero di dare veramente tanta positività a questa squadra. Mi auguro che sia un buon anno. Basta perdere! Per Alghero, per la società, per noi e per tutti».

Giochi, ti alleni e studi. Che fai nel poco tempo libero che ti avanza?
«Ascolto tanta musica, tutta. Sono una fan di Carmen Consoli ma, avendo due fratelli di quaranta e trentasei anni, ho imparato ad ascoltare ed apprezzare anche i Led Zeppelin o i Pink Floyd. Mi piace viaggiare. Sono stata a Londra, a Berlino ed il prossimo viaggio già organizzato è a Stoccolma, per Natale. Leggo molto, mentre odio la televisione. Poi sto tanto tempo al telefono con la mia famiglia, visto che sono venuta qui da sola. Ho fatto gruppo con tutte, ma soprattutto con le nuove. Con la Negri, con cui abito, e con Giglio Tos, Profetti ed Azzellini, facciamo praticamente tutto assieme, usciamo anche a fare la spesa».

Parli solo di amicizie…e il cuore?
«In questo momento sta bene. Non c’è nessuno. Se sono partita, vuol dire che potevo».

Segui anche altri sport?
«Sinceramente no».

Quindi è inutile chiederti se sei genoana o doriana…
«No, aspetta. Lì stai parlando di dna… Sono genoana!».

Nella foto: Giorgia Belfiore
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