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Red 14 novembre 2008
Crack politico: l´Ici spacca i partiti
Considerazione e riguardo per la persona e la sua attività professionale: Vittorio Curedda bacchetta Adriano Grossi. «Questa destra neofascista è orpello del Sindaco»


ALGHERO - L'anomala situazione intorno all'Ici, fa scoppiare il caos, oltre che in città, dove da giorni vengono presi d'assalto uffici pubblici e studi di consulenze, anche tra i politici. Dopo l'allarme povertà lanciato da Enrico Daga, che chiedeva con insistenza un tavolo tecnico per fronteggiare la crisi economica che molte famiglie algheresi stanno vivendo, e il duro attacco personale di Adriano Grossi, è crack politico.

Insulti e delegittimazioni personali sono un metodo consolidato dalla destra neofascista oggi al governo del paese, attacca senza mezzi termini il capogruppo del Partito democratico algherese. «Ed è fin troppo evidente - precisa Curedda - che l'esasperazione dei toni usata dal consigliere Grossi serva unicamente per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle questioni di assoluta rilevanza ed interesse per i cittadini. Grossi cerca, maldestramente, di cambiare lo stile ed il tono del dibattito politico cittadino, utilizzando il dileggio e lo scherno pedante ed insulso, con cui ha forgiato la sua formazione politica e culturale».

Curedda non ci sta. «Dalle nostre parti l’avversario politico si rispetta e non diventa mai un nemico: non lo si deride, si ha considerazione per la persona e si ha riguardo per la sua attività professionale che mai viene messa in piazza per tornaconto di bottega o di partito». E’ scivolato per conto terzi, consigliere Grossi, faccia ammenda! Lei che conosce le buone maniere le usi, anche in politica: ne avremo tutti un vantaggio.

«Questa destra - puntualizza Curedda - che ha scordato di essere stata “destra sociale”, e che è orpello del Sindaco, anziché porsi positivamente rispetto ai problemi reali dei cittadini, cercando una soluzione ragionata e adeguata alla grave situazione economica delle famiglie più povere della città, si lascia andare utilizzando sostantivi in uso agli squadristi del ventennio, nel patetico tentativo di mascherare la privatizzazione della riscossione dei tributi comunali a vantaggio della Secal».

Adriano Grossi nel suo intervento aveva fatto un richiamo al dovere, perchè tutti devono pagare le tasse. Ma Curedda attacca: «Questo richiamo se lo poteva risparmiare ed avrebbe dovuto pensare che i cittadini algheresi le tasse le hanno pagate e che il richiamo di questa destra (assessori e presidenti compresi) al recupero dell’evasione è una bufala». Il capogruppo del Partito democratico passa ai numeri. «Visto che la Secal ha mandato circa 13mila avvisi di accertamento, le sembra ragionevole pensare che un terzo dei cittadini algheresi (bambini compresi) siano incalliti evasori. Oppure giudica atto di sciacallaggio politico le giustificazioni dell’assessore Pais che alzando le braccia ammette l’errore?».

«Gli algheresi l’ICI l’anno pagata! Semmai potranno aver commesso un errore in buona fede, pagando, magari, un importo diverso da quello risultante dalle rendite catastali: ci sembra ingeneroso catalogarli alla stregua di chi con l’evasione studiata a tavolino, si è arricchito alle spalle degli italiani». Alghero si trova in assoluta emergenza - sottolinea - e ciò che non sfugge ai cittadini è l'assoluta inadeguatezza ad affrontarla di chi, solo pochi mesi fa, ha ottenuto la fiducia dei cittadini di Alghero. «Per noi la polemica finisce qui - conclude Curedda - lavoriamo per trovare soluzioni per i cittadini ma distinguendo le responsabilità di chi è al governo della città, da quelle della minoranza».


Nella foto Vittorio Curedda
Commenti
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