Il coach della massima espressione cestistica cittadina, fa il punto sulla sua squadra
ALGHERO - «In questo momento soffriamo di “ansia da prestazione”. Ogni volta che dobbiamo affrontare una difficoltà, ci areniamo. Ci manca la leadership in campo, Nelle difficoltà, non riusciamo a superare il momento tutte insieme».
Questo l’inizio dell’analisi che Peppe Mulas, coach della Calik Alghero, fa del momento che sta vivendo la sua squadra. Ultimo posto in classifica e sette sconfitte consecutive su otto gare disputate, non sono un buon viatico per cercare di vivere una stagione tranquilla.
«E’ chiaro – prosegue – che a volte alcune situazioni non ci sono andate bene. Per esempio, a Siena, eravamo avanti di due ad un minuto dalla fine, abbiamo palla in mano e l’arbitro si inventa un fallo contro, in una gara dove noi abbiamo tirato tre tiri liberi e le avversarie venticinque. Poi, più perdiamo partite e più perdiamo fiducia in noi stesse. Se questa fosse una squadra non allenabile, entreremmo in campo così tanto per fare, invece entriamo con un piano ed iniziamo a seguirlo, poi, come detto, perdiamo fiducia».
Mulas elimina possibili dubbi su contrasti o malumori nello spogliatoio.
«Non c’è una situazione “tossica” più di tanto. C’è una situazione di scoramento. E non ci sono problemi tra coach e giocatrici, se non quelli normali di chi magari vuole giocare un po’ di più».
Ma la Calik, che squadra è? Che posizioni vale?
«Se qualcuno pensava che questa fosse una squadra di un certo tipo di fascia, si sbagliava. E’ una squadra che vive su una serie di scommesse, a partire dall’allenatore. Per esempio, le nuove arrivate non avevano ruoli principali nelle loro precedenti squadre. Purtroppo, in questo momento, le scommesse non le stiamo vincendo. Abbiamo giocatrici poco fisiche, poco atletiche. Parlo di chili e centimetri chiaramente. Se qualcuno guarda le statistiche di tiro, siamo nei primi posti in tutte le tipologie. Dobbiamo lavorare per ottenere più fisicità, per esempio nelle situazioni di “due contro uno” in attacco e di “uno contro uno” in difesa, che sono cose che in questo momento ci mancano e sono tra le più difficili da ottenere.
Domani sera giocate in casa contro la Sma Ancona.
«Si. E’ una grande chanche, contro una corazzata che sta attraversando un momento, fatte le debite proporzioni, peggiore del nostro.
Come può la Calik uscire da questo momentaccio?
«Beh, le scommesse si possono ancora vincere, per diventare una buona squadra. Parafrasando Kennedy, le ragazze non si devono chiedere cosa la squadra può fare per loro, ma cosa loro possono fare per il bene della squadra. Così avremo più chanches».
Cercherete qualche rinforzo sul mercato?
«Ci sta pensando la società. Vorrei la giocatrice più fisica ed atletica possibile. E con carattere».
Nella foto: Peppe Mulas, coach della Calik Alghero
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