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A.B. 4 giugno 2009
Sinistra e Libertà per una scuola democratica
I consiglieri regionali Carlo Sechi, Luciano Uras e Massimo Zedda intervengono contro le discriminazioni nel mondo dell’istruzione


ALGHERO - «Vogliamo una scuola democratica, che garantisca una adeguata istruzione a tutti, e che contrasti le discriminazioni». Inizia così l’intervento dei consiglieri regionali di “Sinistra e Libertà” Carlo Sechi, Luciano Uras e Massimo Zedda, alla vigilia della protesta che coinvolge l’istruzione regionale.

«La scuola sarda protesta, su iniziativa della “Cgil”, contro i tagli delle risorse e degli operatori scolastici – spiegano - contro il peggioramento delle condizioni del servizio scolastico e quelle di lavoro del personale docente e non docente. Sinistra e libertà condivide integralmente le ragioni della protesta degli insegnati e dei lavoratori del sistema scolastico sardo che si ritroveranno davanti alla sede regionale della direzione scolastica. Tutto ciò – proseguono i tre consiglieri regionali - è conseguenza di una politica governativa che attacca la scuola pubblica nel profondo, nella libertà della funzione docente, nella organizzazione delle attività, nella qualità delle strutture, sempre più fatiscenti e prive di adeguate attrezzature».

I consiglieri regionali di Sinistra e Libertà solleveranno la questione in Commissione Cultura, attraverso una specifica iniziativa consiliare, chiamando tutte le forze politiche ad un’azione congiunta che rivendichi per la Sardegna ed i sardi gli stessi diritti in materia d’istruzione di quelli che godono i cittadini europei delle regioni più avanzate. «L’introduzione di meccanismi di valutazione del merito, proposti in recenti circolari ministeriali – concludono i tre rappresentanti del partito a Cagliari - tendono a costruire una nuova scuola selettiva e discriminatoria che finirebbe per colpire gli alunni e gli studenti delle regioni più povere, il mezzogiorno d’Italia e le isole. Tutto ciò in una ottica “leghista” dei diritti e delle opportunità alla quale tutte le forze di sinistra, democratiche e autonomiste devono dire “No”».

Nella foto: Il consigliere regionale Carlo Sechi
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