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S.A. 31 agosto 2011
Elettricità record per le imprese sarde
Oltre duemila euro in più rispetto alle altre aziende europee e 932 euro in più rispetto ai colleghi delle altre regioni italiane, ovvero 1,03% del valore aggiunto che svanisce in maggiori oneri energetici


CAGLIARI - In Sardegna ogni azienda spende 2.708 euro in più rispetto alla media europea. E' la Confartigianato Sardegna a rivelarlo e a dichiarare: «l’1,03% del valore aggiunto delle imprese svanisce con i maggiori costi energetici: la Regione faccia presto con il Galsi e incentivi le fonti rinnovabili».

Oltre duemila euro in più rispetto alle altre aziende europee e 932 euro in più rispetto ai colleghi delle altre regioni italiane, ovvero 1,03% del valore aggiunto che svanisce in maggiori oneri energetici. Sono questi i valori che emergono dall’analisi che l’Ufficio Studi di
Confartigianato ha effettuato su dati Terna del 2010. Infatti, se in media ogni azienda italiana paga l’energia elettrica 1.776 euro all'anno in più rispetto agli imprenditori europei, questo gap si allarga a 3.151 euro per ogni impresa del Friuli Venezia Giulia, seguita al secondo posto dalle imprese della Sardegna con 2.708 euro e si restringe, all’ultimo posto, con i 954 euro della Calabria.

Se però si parla dell’incidenza del maggior costo dell’energia elettrica
rispetto al valore aggiunto di ogni impresa, allora la Sardegna è al
primo posto nazionale. «Questi dati sono l’ennesimo duro colpo per l’economia isolana e le sue imprese» sottolineano da Confartigianato Imprese Sardegna. Per abbassare il costo dell'energia l’Associazione degli Artigiani della Sardegna sollecita la Regione sul Galsi e sulle energie rinnovabili ricordando che «la Sardegna deve far presto perché il nuovo gasdotto non sia solo una risorsa per chi lo progetta, lo costruisce e lo gestisce ma deve essere principalmente una risorsa soprattutto per le aziende che vedrebbero ridotti i loro costi energetici».
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