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S.A. 23 gennaio 2012
Nuovo direttore al Servizio psiachiatrico
Donato Posadinu da alcune settimane ricopre l’incarico di direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi del Santissima Annunziata e nei giorni scorsi ha siglato il contratto di incarico


SASSARI – Una nuova funzionalità del reparto, trasformarlo in uno più moderno con un’area per pazienti acuti e a rischio e un’area per pazienti post acuti, dove siano migliori l’aspetto alberghiero e quello della vivibilità. E ancora, operare per creare una migliore integrazione con il territorio. Sono alcuni degli obiettivi che il nuovo direttore del reparto Spdc, Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale di Sassari, Donato Posadinu, vuole portare avanti nel nuovo cammino che la struttura si appresta a intraprendere.

Nato a Nulvi, Donato Posadinu, 55 anni sposato con due figli, da alcune settimane ricopre l’incarico di direttore dell’Spdc del Santissima Annunziata e nei giorni scorsi ha siglato il contratto di incarico con il direttore generale dell’Asl, Marcello Giannico. Un ruolo che in passato è stato di Francesco Ruiu (andato in pensione di recente) e, ancora prima, di Giovanni Battista Murineddu che, da vero e proprio pioniere, nel 1978, con l’entrata in vigore della legge Basaglia (la numero 180 del 13 maggio 1978), aprì l’Spdc nei locali accanto alla vecchia astanteria del pronto soccorso sassarese.

La sua nomina rientra quindi all’interno dell’attività che vede la direzione aziendale impegnata a eliminare le precarietà gestionali, attraverso l’identificazione dei responsabili delle varie strutture aziendali. Approdato nel 1991 all’Spdc dell’ospedale di Nuoro, Posadinu nel 1993 arriva a Sassari dove trova appunto i suoi maestri, Murineddu e Ruiu. Quello che gli trasmettono è «la capacità di ascoltare, di leggere le storie nei racconti delle persone – afferma il neo direttore dell’Spdc – e di immedesimarsi senza quel distacco che, se da una parte serve a rimanere lucidi, dall’altra nel contempo ostacola la capacità di empatia con il paziente».

«Vorrei dare un’impronta nuova al reparto – prosegue – caratterizzata da una diversa capacità funzionale. Deve essere chiaro che il Servizio, che è un reparto ospedaliero, è inserito nell’attività del dipartimento di Salute mentale. Si occupa della gestione della malattia in fase acuta, la parte più problematica della malattia mentale». L’obiettivo è allora quello di creare una maggiore integrazione con i servizi di salute mentale del territorio. È necessario migliorare la rete di comunicazione e di intenti comuni – aggiunge – così da creare una strategia che assicuri una continuità terapeutica condivisa, questo anche per evitare fallimenti, come i ricoveri ripetuti».

Il reparto ha una media di ricoveri che si aggira tra i 650-670 pazienti all’anno, di questi circa il 20 per cento sono ricoveri ripetuti, cioè pazienti che entrano più di una volta nell’arco dell’anno. Il reparto inoltre svolge circa 1.600 consulenze annue, tra pronto soccorso e altre unità operative del presidio ospedaliero sassarese. Per diversi anni alla struttura di viale Italia hanno fatto riferimento anche i pazienti di Olbia, sino all’apertura di un Spdc in Gallura. «Ma ancora adesso – precisa Posadinu – abbiamo pazienti che provengono da altre Asl».

«Bisognerebbe strutturare il reparto in maniera diversa e, se ne avrò la possibilità, vorrei trasformarlo con un’area per le acuzie e una per le post acuzie – afferma Posadinu –. In itinere ci sono progetti, accorgimenti che potranno permettere di lavorare al meglio». Al direttore dell’Spdc è stato dato anche l’incarico di referente per le tre strutture residenziali di Rizzeddu, la casa famiglia di viale Mancini e la residenza sanitaria assistita psichiatrica di Bonorva, e della struttura semiresidenziale Centro diurno di via Amendola.

Nella foto: Donato Posadinu
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