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Red 29 febbraio 2012
Ex Polsarda, mediazione positiva
È positivo l’esito pronunciato questa mattina dal Collegio provinciale di mediazione dei conflitti collettivi, che opera all’interno del settore Politiche del lavoro della Provincia di Sassari


SASSARI - Gli ex dipendenti della Polsarda continueranno a lavorare per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari. È positivo l’esito pronunciato questa mattina dal Collegio provinciale di mediazione dei conflitti collettivi, che opera all’interno del settore Politiche del lavoro della Provincia di Sassari. Chiamato a occuparsi della vertenza che coinvolgeva i 23 dipendenti ex Polsarda impegnati in compiti di portierato all’interno delle strutture dell’azienda mista sassarese, il collegio è riuscito a condurre a una felice conclusione la propria attività di mediazione, grazie alla quale si è arrivati all’accordo che prevede il passaggio dei lavoratori all’azienda che si è aggiudicata l’appalto per quello stesso servizio di portierato.

In realtà si tratta di un’associazione temporanea di imprese composta da Sgs, Europol e Vigilpol. Grazie a loro, «e pur in assenza di clausole contrattuali specifiche che prevedessero il passaggio dei lavoratori alla nuova impresa, siamo arrivati al miglior accordo, che prevede la riassunzione di tutta la forza lavoro, grazie al senso di responsabilità di tutti gli attori coinvolti», come commenta l’assessore provinciale del Lavoro, Rosario Musmeci. Al decisivo incontro di questa mattina hanno partecipato, oltre ai responsabili dell’ufficio, i rappresentanti di Filcams Cgil, Sebastiano Crosa e Patrizia Sanna, Fisascat Cisl, Alessandro Marcellino, e Uuiltucs Uil, Graziano Pazzona e Domenico Nuvoli.

Presenti anche Marco Budroni della Europol, capogruppo dell’Ati che ha ottenuto il servizio in appalto, Cosimo Cuccureddu e Alberto Sotgiu della SGS. Alla fine del dibattimento, durante il quale passa la proposta di portare l’orario di lavoro da full time a part time con minimo garantito all’80% di tutti i lavoratori già assunti e di quelli da assumere, si decide all’unanimità che – qualora la nuova azienda abbia necessità di incrementare l’orario di lavoro a da part time a full time si dovrà seguire il criterio del carico familiare e dell’anzianità aziendale. Allo stesso modo si decide che – se nell’ambito dello stesso appalto l’Ati dovesse incrementare i servizi o la propria attività lavorativa in genere – questi lavoratori avranno la priorità assoluta per il passaggio da part time a full time.

«Siamo stati coinvolti in questa vicenda sia sul piano politico, dato il ruolo che esercitiamo in tema di politiche territoriali per il lavoro, che sul piano amministrativo, visto che la mediazione di determinati conflitti è una nostra specifica competenza», è il commento del presidente della Provincia, Alessandra Giudici, secondo la quale «il risultato odierno ci soddisfa perché abbiamo scongiurato un’ennesima emorragia occupazionale, di cui il territorio non avverte certamente la necessità».

Foto d'archivio
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