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Marcello Moccia 31 dicembre 2005
Basket A1, un 2005 tra alti e bassi per le ragazze della Mercede Alghero
Coach Popov vorrebbe regalarsi una salvezza senza play out. Vincere tutti gli spareggi e fare qualche sgambetto ad alcune big potrebbero far realizzare questo sogno non del tutto impossibile


ALGHERO - Una data su tutte è stata cerchiata col pennarello rosso nel calendario 2005 della Mercede Alghero. E’ mercoledì 11 maggio quando nel concitato finale di gara3 della finale play out, a Chieti, un tiro libero a fil di sirena di Eleonora Lascala ha permesso alla squadra catalana di vincere il suo scudetto, ergo la salvezza nella serie A1. Al primo anno nel gotha del basket femminile italiano la Mercede ha centrato la salvezza nella maniera più rocambolesca. All’ultima chance, all’ultimo minuto e in trasferta. La compattezza del gruppo sommata alla voglia di crederci fino in fondo, un po’ sulla falsariga della partita di Pontedera che portò le algheresi in A1, ha permesso alla Mercede un altro anno fra le grandi. Il 2005 si era aperto con Manrico Vaiani in panchina al posto del dimissionario Carlini. In quattro mesi il coach livornese ha temprato caratterialmente l’intera squadra che col passare delle giornate ha assimilato i nuovi dettami tattici. Dopo quattro sconfitte consecutive arrivò il successo di Bolzano. Intenso per emotività quello interno con la capolista Napoli oltre a quelli con Alessandria (a tavolino) a Rovereto e con Taranto. La lotteria dei play out è partita con la trasferta di Maddaloni ma la doppia sconfitta in quattro giorni costringe la Mercede alla finale con Chieti, sorprendentemente eliminato da Bolzano. Gara1 in Abruzzo regala una vittoria che non viene però ripetuta ad Alghero. L’impresa dell’11 maggio a Chieti ha fatto scrivere una nuova storica pagina sul libro del club presieduto da Luigi Enrico De Rosa. Il primo anno in A1 termina con la salvezza e molte strette di mano. Vanno via Vaiani per ragioni di lavoro oltre alle straniere Bjelika e Vujovic, tra le artefici dell’exploit. Con loro lasciano la Mercede anche De Souza, Lascala, Battain, Farris e Millanta. La guida tecnica è affidata al serbo Miroslav Popov. Conferme per Monticelli, Iacono, Piroli e Pernice. Le new entry sono Lacy e Robertson che arrivano dai college americani. La vera scommessa è la bulgara Ekaterina Dimitrova, autentica enfant prodige della scuola dell’est. Il roster è completato dall’ex Chieti Favento e dall’italo-australiana Brincat. Le prime sette partite regalano appena una vittoria, a Vicenza. Allenatore nuovo e al debutto in Italia, gruppo giovane e lavoro che si moltiplica. Nella babele multilingue della Mercede i miglioramenti si vedono da un mese a questa parte dove nonostante le sconfitte (dieci di fila) in alcuni match i progressi atletici e tattici ci sono tutti. Cavezzo e Ribera sono le ultime due vittorie stagionali prima del ko con Taranto. Sei punti in 14 giornate e terzultimo posto in classifica. Gennaio offrirà tre spareggi salvezza. Il 4 a Bolzano, il 15 a Olmedo (momentanea casa della Mercede) con Vicenza e il 25, sempre in casa, con Viterbo. Coach Popov vorrebbe regalarsi una salvezza senza play out. Vincere tutti gli spareggi e fare qualche sgambetto ad alcune big potrebbero far realizzare questo sogno non del tutto impossibile.

Nella foto la formazione 2005-2006 della Mercede Alghero
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