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Pierpaola Pisanu
16 gennaio 2006
Caro bollette: 9.800 ricorsi contro il Comune
Tra questi oltre 2000 contestano il pagamento dei famigerati 200 metri cubi. «Saranno accolti i ricorsi dei cittadini che eccepiranno questo problema», ha assicurato l’assessore al settore idrico Giancarlo Spirito. Nessun eventuale rimborso economico per i cittadini che hanno già pagato

ALGHERO - Il comune si adegua all’ orientamento ribadito dalla Corte Suprema e passa setaccio le bollette dell’acqua. Sono 9.800 i ricorsi in piedi da parte di altrettanti cittadini contro il Comune. Tra questi oltre 2000 contestano il pagamento dei famigerati 200 metri cubi che in virtù dell’ennesimo pronunciamento della Corte di Cassazione, sono dichiarati legittimi solo a patto che l’utente abbia sottoscritto un contratto per la fornitura di acqua potabile che preveda espressamente, con una clausola, la quantificazione sulla base del cosiddetto minimo garantito o minimo impegnativo. Se non c’è traccia di tali indicazioni nei contratti, come è avvenuto per centinaia di utenti algheresi, il Comune non può richiederne il pagamento. «Saranno accolti i ricorsi dei cittadini che eccepiranno questo problema», ha assicurato l’assessore al settore idrico Giancarlo Spirito che sta cercando di mettere ordine ad una faccenda che ingarbugliata com’è espone le casse comunali al tracollo, a causa dei decennali crediti che il Comune vanta nei confronti di migliaia di cittadini. Il buco finanziario derivante dal mancato pagamento dei canoni idrici pregressi, è arrivato a quota 10 milioni di euro. Non tutti gli utenti morosi sollevano però il problema della bollettazione forfetaria dei 200 metri cubi applicata in passato. I casi di minimo garantito arrivano a 2500 pratiche. «Un’apposita commissione ha appena iniziato a lavorare per spulciare caso per caso – ha detto Spirito – davanti a contratti che non contemplano questa modalità di conteggio del consumo idrico, è chiaro che accoglieremo il ricorso». Nessun eventuale rimborso economico invece per i cittadini che hanno già corrisposto regolarmente le quote senza pensare alle carte bollate. L’assessore all’idrico esclude infatti la possibilità prospettata dal legale che ha patrocinato centinaia di cause dei cittadini su questa materia, l’avvocato Franco Dore, secondo cui «il Comune dovrebbe restituire le somme percepite indebitamente dagli utenti». A parere del delegato comunale all’idrico è un’ipotesi che non sarà assolutamente presa in considerazione: «Consiglio di evitare di sprecare soldi in ulteriori battaglie legali – ha chiuso Spirito - perché non c’è speranza di recuperare i denari già corrisposti».
Nella foto Giancarlo Spirito
Commenti
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