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S.A. 19 giugno 2014
Bolli pazzi in Sardegna: il caso al Senato
Dalle prime verifiche l’errore sarebbe della società che gestisce per conto del ministero dell’economia il pagamento dei bolli, che non avrebbe registrato i pagamenti effettuati nelle tabaccherie


CAGLIARI - I senatori del Pd chiedono al ministro dell’economia di intervenire per bloccare le cartelle pazze sui bolli auto risalenti al 2011 con una interrogazione urgente firmata da Lai, Angioni, Cucca e Manconi. Il caso riguarda decine di migliaia di richieste per pagamenti non dovuti. «Potrebbero ammontare a decine di migliaia anche in Sardegna, visto che in Friuli risulterebbero oltre 100mila, - affermano i parlamentari sardi - e ci chiediamo perché non vengano informati i cittadini che rischiano di pagare due volte la stessa cosa».

Dalle prime verifiche l’errore sarebbe della società che gestisce per conto del ministero dell’economia il pagamento dei bolli, che non avrebbe registrato i pagamenti effettuati nelle tabaccherie, e inviato quindi ai contribuenti nuove richieste non dovute. A questo si aggiungono i molti disagi degli utenti nel ritirare la documentazione e il fatto che sono pochi che al termine di questo percorso risultano effettivamente inadempienti.

«La nostra richiesta - ha aggiunto Silvio Lai - è prima di tutto mirata a conoscere il numero dei cittadini coinvolti in Sardegna e quali siano le azioni per evitare i disagi e i doppi pagamenti. E poi quale sia il costo complessivo di questa operazione affidata in outsourcing e quali iniziative intenda assumere nei confronti dei responsabili della cattiva gestione dell’operazione. Ma soprattutto se non ritenga di dover rendere totalmente trasparente la vicenda comunicando all'opinione pubblica la dimensione quantitativa delle lettere inviate, delle pratiche annullate motu proprio dall'amministrazione, di quelle risultate in regola in sede di verifica e di quelle per le quali vi sono effettivamente stati comportamenti censurabili dei contribuenti».

Nella foto: Silvio Lai
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