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Nuoro NewsnotiziealgheroCronacaArresti › Loi e Giorico a sparare è stata la stessa arma
Pierpaola Pisanu 6 marzo 2006
Loi e Giorico a sparare è stata la stessa arma
Riaperto il fascicolo sul caso Loi. Il funzionare comunale gambizzato nell’agosto 2002. L’episodio è strettamente collegato alle intimidazioni che hanno bersagliato i Giorico. L’arma utilizzata dai malviventi è la stessa. La conferma è arrivata dagli esami balistici. Unico anche il mandante. Secondo gli inquirenti è Roberto Iacono, già implicato nella vicenda delle minacce al sindaco Tedde


ALGHERO - L’arma con la quale è stato gambizzato l’ingegner Franco Loi, ex dirigente comunale del settore edilizia privata, è la stessa utilizzata per due volte contro il fuoristrada dell’imprenditore Riccardo Giorico. Gli inquirenti sono del parere che sia la stessa puntata verso la vettura del padre Giuseppe Giorico lo scorso 9 febbraio, anche se gli accertamenti balistici su questo episodio sono ancora in corso. Ma gli investigatori non hanno dubbi. Dietro tutti questi episodi c’è un’unica firma ed è quella di Roberto Iacono, arrestato ieri mattina dagli uomini della Questura di Sassari che hanno operato con il locale commissariato di Piazza della Mercede. Roberto Iacono, imprenditore algherese di 44 anni, era stato condannato ad un anno di reclusione per le minacce al sindaco di Alghero Marco Tedde. In questo processo proprio Riccardo Giorico è un testimone chiave. C’è un filo conduttore che lega la figura di Iacono all’ingegner Franco Loi, al sindaco e a Riccardo Giorico ed è rappresentato dai pontili che sarebbero dovuti sorgere nel lato esterno del porto di Alghero. Secondo quanto ricostruito questa mattina durante la conferenza stampa in questura a Sassari, sono diversi gli episodi in cui il costruttore Riccardo Giorico è stato avvicinato da Iacono perché considerato il veicolo privilegiato per ottenere la concessione per il pontile e poi la causa del mancato rilascio della licenza. Iacono si sarebbe sentito, infatti, screditato da Giorico. In alcuni casi sono state fatte pervenire al titolare della Sofingi, minacce anche abbastanza forti. Il questore Vincenzo Carrozza insieme al capo della squadra mobile Domenico Profazio e il dirigente del posto di polizia di Alghero Fortunato Marazzitta hanno detto di aver sequestrato parecchio materiale interessante per le indagini che proseguono per risalire a chi ha collaborato con Iacono. Ieri nell’ambito di un maxi controllo con perquisizioni a tappeto che hanno coinvolto 100 agenti le manette sono scattate anche ai polsi dell’algherese Omar Tavera. Per ora non risulta alcun coinvolgimento nella vicenda Iacono ma la sua posizione è al vaglio degli investigatori che hanno rinvenuto nella sua abitazione e nel garage, diverse cartucce in dotazione alle forze di polizia, una pistola giocattolo modificata e documenti di moto rubate.

Nella foto la conferenza stampa di questa mattina
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