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A.B. 11 dicembre 2014
Abbanoa: tavolo di confronto con la Diocesi di Nuoro
Ammontano ad oltre 120mila euro gli insoluti delle parrocchie e degli istituti religiosi. Esenzione totale per le famiglie a basso reddito che hanno già diritto alla tariffa agevolata “no tax” e per chi effettua la domiciliazione bancaria o postale


NUORO - Con la Diocesi di Nuoro, “Abbanoa” è pronta ad aprire un tavolo di confronto. Le parrocchie possono essere esentate dal pagamento attivando semplicemente la domiciliazione bancaria delle proprie utenze. Con la domiciliazione, l’addebito sul conto sarà effettuato soltanto alla scadenza della bolletta con la garanzia che, in caso di contestazione, persino dopo la scadenza si hanno ulteriori otto settimane di tempo per esercitare la facoltà di rimborso.

«Una volta riaffermato che c’è la possibilità di non pagare il deposito con la domiciliazione – spiegano i rappresentanti dell'azienda - è del tutto evidente che in realtà la protesta cela un segnale di profondo malessere: complessivamente, ammontano a oltre 120mila euro gli insoluti accumulati dalla parrocchie e dagli istituti religiosi della Diocesi di Nuoro. Come già avvenuto positivamente con la Diocesi di Cagliari, Abbanoa aprirà un tavolo di confronto per costruire un percorso di rientro condiviso».

Per quanto riguarda il deposito, le parrocchie che non intendessero beneficiare dell’esenzione assicurata con la domiciliazione hanno comunque diritto a una notevole riduzione da 956,46 a 132,23euro. Così come per le associazioni no profit, basta presentare un’autocertificazione che attesti consumi inferiori ai 500metri cubi l’anno (equivale a più del doppio della media dei consumi di una famiglia). Comunque, l’allarme della Diocesi di Nuoro consente di riaffermare che anche le famiglie a basso reddito sono state esentate dal pagamento del deposito cauzionale. Sono quelle che beneficiano già della tariffa “no tax” che è pari a meno della metà rispetto alla tariffa ordinaria per utenze domestiche residenti. Rientra una famiglia media di quattro componenti, che vive in casa di proprietà ed ha un reddito complessivo familiare di 35mila euro: se invece vive in affitto, la soglia di reddito può salire addirittura a 52mila euro.
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