La campagna è promossa dall’associazione Libera e dal Gruppo Abele contro la povertà che ruba la speranza ed i diritti e che si batte per l’introduzione anche in Italia del reddito di dignità
MACOMER - Tocca anche la Sardegna e parte da Macomer la campagna “Miseria Ladra”, promossa dall’associazione “Libera” e dal “Gruppo Abele” contro la povertà che ruba la speranza ed i diritti e che si batte per l’introduzione anche in Italia del reddito di dignità. A presentarla sarà il suo coordinatore nazionale Giuseppe De Marzo nel corso di un'iniziativa nella quale verrà proiettato “Let’s go”, un documentario sui poveri del Ventunesimo Secolo, che la campagna sta sostenendo nel suo tour italiano. L'appuntamento è per mercoledì 3 giugno, alle ore 19, al Centro servizi culturali Unla, nelle ex caserme Mura di Via San Lussorio. Insieme a De Marzo, saranno presenti la regista del film Antonietta De Lillo, il sindaco di Macomer Antonio Succu, e Pier Gavino Vacca, referente “Sa.Sol Point n.6” di Macomer. Modererà il dibatto, il referente isolano di Libera e presidente del Csv Sardegna Solidale (che supporta l'iniziativa) Giampiero Farru.
Prodotto da “marechiarofilm” con “RaiCinema”, Let’s go racconta la storia di Luca Musella, un ex fotografo di importanti agenzie foto giornalistiche che si è ritrovato nullatenente, esodato professionalmente ed emotivamente ed ora appartenente alla categoria dei nuovi poveri. Un testo-lettera da lui scritto si fa viaggio ideale attraverso l’Italia: da Napoli, sua città natale, a Milano, luogo della sua nuova esistenza. "Quello che mi ha spinto a raccontare la storia di Luca è soprattutto la sua capacità di vivere la sua nuova condizione con pudore, dignità e senza rancore. Un esempio commovente dell'intelligenza e della sensibilità di chi capisce che l'unica possibilità di riscatto è nel vivere con il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà”, dichiara De Lillo. Luca Musella racconta così la sua caduta da un universo borghese ad un sottoproletariato fatto di marginalità e clandestinità. La macchina da presa ci conduce dentro il nuovo mondo di Luca, nella Milano della periferia, lungo sponde meno conosciute dei Navigli e ci mostra (attraverso lo sguardo di una donna) la vita di un uomo costretto a reinventare la propria esistenza. Le immagini, in alcuni casi girate dallo stesso Musella, e le sue parole si intrecciano con il testo della lettera: il racconto in presa diretta, frutto di uno sguardo capace di soffermarsi sulla miseria e fragilità del mondo, si mescola sapientemente con la parola scritta, permettendo al protagonista di farsi specchio dello spettatore. Musella e le persone che popolano il suo microcosmo si fanno infatti portavoce di una condizione particolare e, allo stesso tempo, universale, ritratto della smarrita Italia di oggi ed emblema di una sensibilità letteraria che, partendo dall'analisi della realtà, elabora possibili antidoti.
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