Questa mattina, nella Club House del Banco di Sardegna Dinamo Sassari, il coach biancoblu ha incontrato la stampa, commentando lo storico traguardo raggiunto al Mediolanum Forum con la conquista della finale scudetto 2015 e l´imminente sfida contro la Grissin Bon Reggio Emilia
SASSARI - Questa mattina (sabato), nella Club House del Banco di Sardegna Dinamo Sassari, coach Meo Sacchetti ha incontrato la stampa, commentando lo storico traguardo raggiunto al “Mediolanum Forum” con la conquista della finale scudetto 2015 e l'imminente sfida contro la Grissin Bon Reggio Emilia.
Affrontate una squadra tosta mentalmente, come voi.
«Sicuramente lo è, e lo ha dimostrato nelle ultime due partite, affrontando l’emergenza infortuni mettendo in campo delle caratteristiche mentali davvero importanti e decisive».
Siete due squadre molto diverse.
«E’ evidente, abbiamo qualità fisiche e tecniche diverse che esprimono un gioco completamente diverso».
Le tue sensazioni in questo momento rispetto a quando hai vissuto la finale scudetto da giocatore?
«Non ho mai guardato al passato, vivo questo momento ed è chiaro che da giocatore è una cosa da allenatore un’altra».
Che vigilia è?
«E’ una bella vigilia, pensavo di andare in vacanza, ma abbiamo conquistato questa cosa così importante, una finale storica per tutti noi».
La semifinale con Milano era un obbiettivo molto importante, non c’è il rischio di sentirsi in qualche modo arrivati, appagati?
«Se qualcuno si dovesse sentire appagato da questo significherebbe che non ha capito niente di quello che stiamo andando a giocare. Certamente quello contro Milano era un obbiettivo importante, ma ora si deve resettare e rimettere in campo tutte le nostre risorse».
L’assenza di Lawal in gara1 può essere un handicap.
«Dall’altra parte abbiamo una squadra senza Diener e Mussini, quindi entrambe abbiamo qualche problema con le assenze».
Avevi detto che per la finale avresti voluto Reggio.
«Si, perché è la prima volta che in finale vanno due squadre che non hanno mai vinto il titolo, perché Menetti è un allenatore giovane e perché, comunque vada, dopo questa finale, il titolo andrà a una squadra che non ha mai vinto lo scudetto».
Nella foto: coach Meo Sacchetti
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