Il glorioso sodalizio di Sa Duchessa rischia seriamente di non iscriversi al prossimo campionato di serie A1 di pallacanestro femminile. Anche le altre società isolane rischiano di salutare la A
CAGLIARI - Grido di dolore al Cus Cagliari dove si sta consumando una “tragedia sportiva”. Infatti, il glorioso sodalizio di Sa Duchessa rischia seriamente di non iscriversi al prossimo campionato di serie A1 di pallacanestro femminile. Sono mesi che risuonano, forti e chiare, le sirene d’allarme, ma martedì mattina, in una conferenza stampa, i dirigenti universitari, dopo il mancato arrivo dei finanziamenti da parte della Regione Autonoma della Sardegna, hanno quasi gettato la spugna. «Succede – ha ammesso Marcello Vasapollo vicepresidente del Cus Cagliari e responsabile del settore basket – che dopo quarantacinque anni di successi, dai fasti di Mariolina Addari e Silvana Lenzu, ai play-off raggiunti con pieno merito in questa stagione, il Cus Cagliari ora rischia di scomparire dall’elite della pallacanestro femminile nazionale. Proprio nel momento in cui ci è stato chiesto di partecipare anche all’Eurocup Women 2015, la società non è in grado di potersi iscrivere al prossimo campionato di serie A1. La scadenza è fissata per il 9 di luglio, ma le casse della società sono vuote, perché da due anni stiamo tirando avanti senza i contributi regionali. La società e gli stessi dirigenti, di tasca propria hanno fatto tanto in questi due anni, ma purtroppo più di tanto non si può fare».
La storia è tristemente nota e riguarda la soppressione di “Sardegna Promozione”, che ha di fatto impoverito le casse di tantissime società. Infatti, la Regione ha annullato il precedente contratto con l’ente ormai abolito e quei soldi non sono mai arrivati. Oltretutto, con una nota dello scorso anno, l’Assessorato Regionale al Turismo aveva evidenziato il fatto che il Cus Cagliari, così come molte altre società, avevano fatto una relazione esauriente, soddisfando le esigenze della Regione stessa. Pertanto, al Cus sono stati concessi circa 175mila euro, una determina che è stata però annullata ai primi di ottobre 2014. «Sarebbe stato ossigeno puro per le casse già esauste della società universitaria e tanto che per ovviare a questa carenza, la Giunta aveva deliberato una sorta di leggina che in qualche modo cercava di tamponare il campionato 2013/14, con la promessa finale di venire riconosciuti tutti i soldi dovuti. Invece niente è stato risolto, è tutto in alto mare e la Regione non ha mai risposto ai numerosi tentativi di dialogo», spiegano. «Per noi è un grosso dispiacere, dopo sette anni di duro lavoro - ha continuato Vasapollo - Abbiamo preso una squadra ai margini del movimento, rifondando il settore giovanile e arrivando allo storico traguardo dei play-off in una situazione di emergenza. A tal proposito, ringrazio lo staff tecnico per quanto è riuscito a fare. Ci dispiace, perchè il basket femminile è in crescita, la Lega ha anche rinnovato il contratto con Sky, e quest’anno sono previste ben due gare, con maggiore visibilità per tutti. In questi mesi abbiamo chiesto più volte di incontrare i responsabili della Regione, ma senza alcun successo».
«La realtà dei fatti è che non sappiamo come arrivare alla data del 9 luglio, dove per l’iscrizione al campionato dovremo versare tra Fip e Lega circa 50mila euro – ha spiegato il presidente del Cus Stefano Arrica- E tengo a precisare che il Cus Cagliari non è affatto una società in crisi, anzi la nostra società, che conta circa mille tesserati, chiude il bilancio alla pari e certe volte anche in attivo. Il discorso purtroppo riguarda il basket e i debiti che la società deve sanare nei confronti degli anni precedenti, soprattutto con le banche. Per noi sarebbe un vero e proprio lutto non riuscire ad iscriversi al campionato, però siamo tutti stanchi di continuare così e a questo punto la sola passione non è più sufficiente». A questo punto, se non dovessero arrivare i contributi regionali si aprirebbro le porte della serie B ed in questa discesa agli Inferi, il Cus non sarebbe solo, trascinando con se le formazioni di A2 (Virtus Cagliari, San Salvatore Selargius, Astro Cagliari, oltre alla retrocessa Mercede Alghero), che vivono la stessa, drammatica situazione.
«L’allarme è anche il nostro – ha confessato il presidente della Virtus Cagliari Riccardo Fava - Siamo in difficoltà estrema per quel che riguarda le iscrizioni. Per noi sono davvero un punto interrogativo. Se le cose non dovessero cambiare non possiamo iscriverci. Io sono cattolico e credo nei miracoli, mi auguro perciò che l’assessore Paci possa sblocare l’iter e ovviamente la delibera relativa ai soldi promessi. Tra l’altro, dobbiamo a questo punto scontrarci con una realtà che è quella relativa ai tempi. Programmare una stagione, con l’acquisto di giocatrici, conferme, saldare il pregresso e quant’altro, ma senza soldi tutto questo non si può fare. E’ una situazione difficile, il basket isolano oggi è solo Dinamo, per le altre realtà tutto tace, quasi non esistessimo. Non siamo seguiti, nonostante i risultati ottenuti. Se i soldi non arrivano c’è il rischio che una regione come la Sardegna che vanta, tra l’altro una squadra in A1 e ben tre formazioni in A2, rischierà di scomparire nel circuito della pallacanestro nazionale». Duro ed appassiomato anche l’intervento del presidente del Comitato Regionale della Fip Bruno Perra: «Lo sport in Sardegna non suscita, nei politici, quell’interesse che magari suscita in altre realtà nazionali. La voce “Sport” nei capitoli di bilancio della Regione è la parte più piccola delle quote da distribuire e questo a lungo andare non fa che accrescere il disagi, tra le famiglie e, soprattutto tra i giovani».
Nella foto: un momento della conferenza stampa
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