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Mariangela Pala 19 settembre 2015
Razzo Vega, Wheeler: «progetto innovativo», Mura: «rischio ambientale»
La visionaria strategia del razzo Vega che diventa il mezzo di trasporto fondamentale per portare in orbita i satelliti sfruttando sinergie all’avanguardia ha acceso la polemica sul web in seguito alle dichiarazioni del sindaco


PORTO TORRES - La visionaria strategia del razzo Vega che diventa il mezzo di trasporto fondamentale per portare in orbita i satelliti sfruttando sinergie all’avanguardia ha acceso la polemica sul web, scatenando il botta e risposta dei lettori sulla pagina Facebook. Investimenti importanti - circa 40 milioni di euro – che non guardano solo ai satelliti ma anche alla Luna e a Marte. Il presidente del Distretto aerospaziale della Sardegna, Giacomo Cao nei giorni scorsi aveva annunciato l'avanzamento delle trattative per l'acquisto di un sito, di proprietà Syndial dove realizzare due piattaforme per testare i motori del razzo Vega, vettore europeo per il lancio di satelliti artificiali nello spazio.

Un progetto che, secondo le dichiarazioni rilasciate dal professor Cao, avrà ritorni economici e la possibilità di occupazione per una cinquantina di persone, di cui trenta per lavoro diretto e venti di indotto. Come “pista di lancio” anche l’area industriale di Porto Torres, individuata dal Daas di cui fanno parte anche la Regione Sardegna e le Università di Cagliari e Sassari, come possibile piattaforma per testare i motori del razzo europeo Vega ed investire sulla nascente industria del volo spaziale civile. La conferma arriva dal sindaco Sean Wheeler, in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, che ha risposto ad un’interrogazione del Pd sulla necessità di informare i cittadini e lo stesso consiglio del relativo piano industriale per le opportune valutazioni sull’impatto ambientale e i rischi devastanti che esso comporta, secondo quanto affermano alcuni esperti dell’Università di Cagliari.

Nel documento firmato dai ricercatori universitari si sottolineano i rischi ambientali legati al progetto a causa del rilascio di sostanze tossiche, corrosive e gravemente nocive per l’uomo, durante l’accensione del razzo. Ragioni per cui si preferiscono, per la sperimentazione, zone desertiche. Inoltre si ricorda come l’isola abbia già sperimentato per alcuni anni questo genere di esperimenti nel Poligono Interforze del Salto di Quirra, bloccati nel 2010 in seguito all’inchiesta per disastro ambientale avviata dalla Procura della Repubblica di Lanusei. Secondo il consigliere Mura l’accensione dei motori sviluppa una potenza spaventosa per la funzionalità che devono assolvere, tale che in pochi secondi vengono bruciate diverse tonnellate di combustibile.

«Il progetto di bonifica deve essere un’occasione storica per modificare l’utilizzo delle aree industriali, in funzione di uno sviluppo nuovo che si deve costituire e pensare in maniera diversa», ha affermato Mura in aula. «Sapere che questo territorio diventi la sede dove si possono sperimentare attività che possano avere un effetto dannoso sull’ambiente già compromesso, - aggiunge il consigliere Pd - è un aspetto da prendere in seria considerazione. Chiedo pertanto al sindaco se lui è a conoscenza del progetto e, se gli è stato presentato, come pensa di rendere partecipe il consiglio comunale e i cittadini».

Dal sindaco Wheeler la risposta affermativa sulla conoscenza del progetto. «I rappresentanti di Avio, alcune settimane fa, sono venuti in Comune a prospettarci l’idea senza un progetto definitivo – ha dichiarato il sindaco -. In realtà sono venuti il giorno dopo essere stati dal Presidente della Regione. Subito dopo l’incontro con noi, poi, sono andati a parlare con Syndial per vedere se era possibile trovare un’area adatta nella zona industriale». Un’area di circa 38 ettari nel sito di Porto Torres, dunque, possibile sede del progetto pilota del lancio del razzo vettore costruito nello stabilimento di Colleferro.

Sull’impatto ambientale il sindaco rassicura essere inferiore rispetto al test di Quirra e senza effetti nocivi: «Il progetto degli ingegneri di Avio consiste in un nuovo propulsore con carburante solido e liquido (ossigeno e metano). Le emissioni Co2 del carburante liquido saranno l’equivalente di un centinaia di Panda a metano che percorrono 20mila chilometri. I test sono soltanto 16 all’anno. Il carburante a stato solido è più significativo in termini di emissioni – ha affermato il sindaco - ed è per questo che ci sarà un solo test all’anno, dove l’ipoclorito che verrà utilizzato è l’equivalente che si usa per sanificare 40 piscine».

«Loro mi hanno esposto il progetto come particolarmente innovativo, all’avanguardia e di livello mondiale, - continua Wheeler - e io l’ho ritenuto innovativo. Dal punto di vista dell’impatto ambientale le emissioni e i componenti dei gas di scarico di questi reattori rimangono nell’ambito dei 300 metri dal punto di accensione». «Io non ho nessun pregiudizio nei confronti del progetto di Avio, - risponde il consigliere Mura - ma sarebbe stato necessario acquisire elementi per esprimere le giuste valutazioni, che però non abbiamo, se non le spiegazioni date dall’azienda che ha scelto la Sardegna per questioni puramente economiche, in quanto nella Guyana Francese i test sarebbero più costosi». Nessun giudizio precostituito da parte del consigliere Mura ma la necessità di chiedere per conoscere, - e questo è compito dell’amministrazione - la presentazione del progetto sul razzo Vega, per consentire al consiglio comunale e ai cittadini di esprimere un’attenta valutazione sui possibili rischi ambientali.
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