Ad Alghero, nell'ultimo tratto di pineta, ritorna operativo il sito di stoccaggio temporaneo della posidonia ma spuntano vecchi accumuli di anni addietro, mai rimossi. Sempre più difficile la situazione sugli arenili
ALGHERO - La situazione è ormai allarmante. Ovunque si volga lo sguardo, ciò che salta agli occhi è il senso di abbandono e incuria in cui versa il litorale algherese. Vanno avanti a rilento i lavori nel primo tratto di spiaggia urbana a San Giovanni, ma spuntano ormai ovunque accumuli di posidonia: perfino nell'ultimo tratto della pineta di Maria Pia, in zona Cuguttu, nell'area individuata dall'Amministrazione Conoci quale sito di stoccaggio temporaneo, si ritrovano vecchie montagne di posidonia e sabbia posizionati anni addietro ma inspiegabilmente mai rimossi. Una situazione che rischia di complicarsi ogni settimana di più e getta nello sconforto più totale - come accade per l'indecorosa situazione di Punta Negra - cittadini e imprenditori.
L’estate 2026 si apre con una conferma poco gradita per chi ha scelto il mare: andare in spiaggia costa sempre di più. Secondo l’ultima rilevazione di Altroconsumo, i prezzi degli stabilimenti balneari registrano un aumento medio del 6% rispetto allo scorso anno e arrivano a segnare un incremento del 24% nell’arco degli ultimi cinque anni
A Fiume Santo, con un’area lunga circa 250 metri lineari (per un totale di 1500 metri quadri) e a Porto Ferro, per 60 metri (per 360 metri quadrati). Entrambe sono fruibili da subito e resteranno in vigore fino al 31 ottobre 2026
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