Perde la Mercede e vince Maddaloni, situazione a dir poco disperata a 40 minuti dalla fine della regular season
NAPOLI – Situazione di classifica a dir poco disperata e da brividi a 40’ dalla fine della regular season. La Mercede Alghero è stata risucchiata al penultimo posto della graduatoria in virtù della sconfitta al PalaBarbuto di Napoli (73-54) e alla contemporanea vittoria di Maddaloni (76-57) con Cavezzo che dice così addio con un turno d’anticipo alla serie A1. La combinazione che nessuno sperava uscisse, invece, si materializza. C’è un solo modo per agganciare i playout: domenica a Olmedo servirà solo una vittoria con Venezia (gia certa dei playoff) e incrociare le dita nella speranza che Ribera fermi Maddaloni. E’ questo l’unico modo per acciuffare per il rotto della cuffia l’ultimo posto nella griglia playout. Il passo falso con San Raffaele Roma di quattro giorni fa pesa come un macigno. Con quella vittoria la Mercede Alghero si sarebbe trovata davanti a Maddaloni di una lunghezza. Adesso serve non solo la vittoria ma anche sperare che Ribera (salvo e fuori dai playoff) abbia la meglio in casa di Maddaloni. Scenario complicato ma non del tutto impossibile. La Mercede proprio all’ultima giornata dovrà cercare di fermare una big, compito mai riuscito in tutto il lasso del campionato. Al PalaBarbuto la Mercede Alghero inizia con l’handicap dell’assenza di Emma Randall. L’australiana seguirà la partita dalla panchina a causa dell’infortunio al piede destro procuratosi nel concitato con San Raffaele Roma. Popov inizia con Monticelli, Austmann, Piroli, Robertson e Dimitrova nel quintetto di partenza. Napoli replica con Mauriello, Gentile, Antibe, Ndiaye e Holland-Corn. Al primo canestro di Sarah Autmann, Napoli risponde prontamente col trio straniero Holland-Corn (tripla), Antibe (libero) e Ndiaye (6-2). Austmann prova a tenere la scia ma Antibe trova il +4 per poi essere ripresa ancora dalla tedesca Austmann con una tripla (8-7). Holly Robertson pareggia i conti (9-9) dopo 4’ per poi regalare il vantaggio (9-11) dopo 5’ e poi incrementato dino al +4 (9-13) grazie ai primi punti di Dimitrova. . Punteggio capovolto grazie al break di 9-1 targato Austmann-Robertson-Dimitrova. Inesorabile Napoli torna a macinare punti e con quattro punti di Antibe si riporta sotto prima del canestro di Favento che chiude il primo quarto sul 15-15. Mercede col 5/13 dal campo, 1/3 da tre e col 100% in lunetta. Napoli spietata dai liberi (8/10) e ancora in rodaggio negli altri due fondamentali. Negri e Robertson in evidenza con 4 rimbalzi a testa dopo 10’ contro i tre di Gentile e Ndiaye. La stessa Nicole Antibe, che ha riavvicinato Napoli sul finire di primo parziale, la porta nuovamente in testa. La tripla di Favento seguita da altri due punti fa brillare gli occhi della Mercede (17-20). L’equilibrio continua. Giuro, Antibe e Holland-Corn da tre girano il risultato (24-20). Al quarto d’ora di gara, dopo la seconda bomba in rapida successione di Silvia Favento, si viaggia sul 27-25 per Napoli che però in pochissimo tempo passa da una marcia media a una lunga. La Mercede inizia a cedere e a non tenere più testa e ritmi della padrone di casa. Tra gli ultimi 4’ del secondo quarto e i primi 3’ del terzo, le azzurre partenopee costruiscono un break micidiale di 15-0 che sbriciola la Mercede. Tripla di Mirchandani con canestro dalla lunetta, tripla di Holland Corn e punto di Ndiaye che chiude sul 36-25 il primo tempo. Non è finita: Ndiaye, poi Mirchandani e ancora Ndiaye. Un pungiball incredibile di 15 punti che porta Napoli sul +17 (42-25) dopo 23’. La Mercede è un pugile all’angolo e dal quale non riesce a uscirvi. L’orgoglio lo trova ancora una volta Astmann che con altre due bombe limita i danni (-11, 46-35). L’accoppiata colored Ndiaye-Antibe chiudono il terzo quarto sul +17 Napoli (52-35). Le campane ottengono nei terzi 10’ 16 punti con un 8/13 dal campo. Mercede gia in barca e in alto mare. La riprova ne è il 2/10 da due e 2/8 da tre con le sole Dimitrova e Austmann a galla. In avvio di ultimo quarto si raggiunge subito il +20 (massimo vantaggio). Il cuore e la grinta di Austmann non bastano. Neanche quello di Silvia Favento che firma altri 6 punti. Con l’assenza di Randall, Robertson ha totalizzato 10 punti (3/8 da due e un 4/4 in lunetta dopo un sabato disastroso). Kedra Holland-Corn è la migliore del match con 21 punti, seguita da Antibe e Austmann. Napoli rappresenta la venticinquesima sconfitta stagionale. La serie A1 è appesa a un filo. Tutte le residue energie andranno spese con Venezia, ammesso che basti.
A una partita dalla fine del campionato, i quadri sono gia delineati: Faenza, Napoli, Venezia, Priolo, Taranto, Parma, Schio e La Spezia sono entrate nella griglia playoff. Gli ultimi 40’ definiranno alcuni incroci ossia prima-ottava, seconda-settima, terza-sesta, quarta-quinta. Montigarda e Ribera inizieranno le vacanze a partire dal 22 aprile. Viterbo, San Raffaele Roma e Pool Comense sono chiamate a contendersi nei playout l’ultima che retrocederà. Sicura la sfida San Raffaele Roma-Pool Comense. L’avversaria di Viterbo uscirà da Maddaloni e Mercede Alghero il cui futuro sarà definitivo nella serata di domenica. Cavezzo torna dopo due anni in serie A2.
NAPOLI - MERCEDE ALGHERO 73-54
NAPOLI: Paterna, Cirone ne, Mauriello 4, Giuro 4, Mirchandani 8, Gentile 2, Antibe 16, Fabbri 2, Ndiaye 16, Holland-Corn 21. All. Nino Molino
MERCEDE ALGHERO: Monticelli 4, Favento 16, Austmann 15, Passon ne, Negri, Martellini ne, Piroli 1, Dimitrova 8, Robertson 10, Randall ne. All. Miroslav Popov
ARBITRI: Bartoli e Cherbauchch di Trieste
PARZIALI: 15-15, 36-25 (21-10); 52-35 (16-10), 73-54 (21-19)
Risultati XXIX^ giornata
Priolo - Schio 56-53
Napoli - Mercede Alghero 73-54
Maddaloni - Cavezzo 76-57
Taranto - Pool Comense 89-63
La Spezia – Faenza 63-50
Montigarda - Parma 69-61
Venezia - Viterbo 68-66
San Raffaele Roma – Ribera 55-85
Classifica: Faenza 50, Napoli 46, Venezia 44, Priolo e Taranto 42, Parma 38, Schio e La Spezia 34, Montigarda e Ribera 30, Viterbo 22, San Raffaele Roma 16, Pool Comense 10, Maddaloni 8, Mercede Alghero 7, Cavezzo 4.
Nella foto De Rosa e Popov
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