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Attilio Dedoni
3 gennaio 2017
L'opinione di Attilio Dedoni
Asl unica è lo specchio del nulla
L’insediamento ufficiale dell’Azienda per la tutela della salute non è stato altro che l’occasione per fare il punto sulle tante occasioni perse in questa legislatura, mentre la sanità continua a mangiarsi più della metà del bilancio regionale per foraggiare le clientele dei partiti e il servizio offerto ai cittadini è sempre più penalizzato da inefficienze e disuguaglianze. Proprio l’Ats, che è stata presentata oggi in pompa magna ma che sarà operativa solo da aprile, è lo specchio di come il centrosinistra sta portando avanti la ‘riforma’ della sanità.
L’assessore Arru, stamani in conferenza stampa, ha glissato sul fatto che i quattro mesi di ritardo già accumulati nella fase di avvio della nuova azienda sono dovuti alle liti tra i partiti della maggioranza sulla spartizione delle poltrone. Così come è da imputare agli infiniti mercanteggiamenti all’interno della coalizione se l’Ats nasce già snaturata: non quella struttura leggera che avrebbe dovuto occuparsi soltanto della gestione centralizzata degli acquisti e del personale per garantire efficienza e risparmio, ma un pachiderma che riproduce tale e quale la struttura delle vecchie Asl moltiplicandone le dimensioni per otto.
Allo stesso modo, sono già stati disattesi i proclami che volevano le nomine nel nuovo soggetto sottratte al controllo della politica, come si è visto quando sono stati resi noti i nomi dei direttori della Aree socio-sanitarie locali. I compensi di questi ultimi sono l’ulteriore riprova che non esiste alcuna volontà di risparmiare su quell’ampia parte della spesa che non serve a garantire un servizio sanitario efficiente e capillare ma soltanto ad alimentare il sottobosco della politica e a foraggiare i bacini elettorali. E’ rimasta lettera morta anche la riorganizzazione della rete ospedaliera, per colpa di un esecutivo convinto che, per risparmiare risorse, basti accentrare l’offerta, scaricando i costi sulle tasche dei cittadini delle zone periferiche e disagiate.
Allo stesso modo, non si vede ancora all’orizzonte l’entrata in funzione dell’Azieda regionale per l’emergenza-urgenza con il relativo servizio di elisoccorso e forse, in questo caso, siamo davanti al male minore, viste le scelte demenziali nell’individuazione delle sedi, che lasciano scoperte le aree più lontane dai presidi sanitari e con i collegamenti viari più difficoltosi, vale a dire proprio quelle per le quali si è pensato di costituire la rete dell’elisoccorso. Questo, al di là delle autocelebrazioni, è lo stato attuale della ‘riforma’ della sanità portata avanti dal centrosinistra; secondo noi, c’è ben poco di cui andare orgogliosi.
*capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale
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