Il "doping amministrativo" ha fatto scoppiare un intero movimento sportivo. Problemi in tutta la Sardegna, ma Alghero è il caso più emblematico. D’obbligo lavorare sui settori giovanili. Rimane una serie A2 femminile
ALGHERO – Peccato, forse peggio non poteva finire! Il movimento cestistico algherese vive un pericoloso periodo di estrema agonia. Pochi giovani futuribili, nessuna squadra di categoria ed un futuro sempre più incerto. Nemmeno il tempo di abituarsi al “basket che conta”, che di squadre di Alghero non si vede più nemmeno l’ombra. La scorsa stagione si era andati vicinissimo alla storica promozione in b2, con la Mercede Alghero impegnata nei play off promozione. Solo due stagioni indietro le due squadre targate Alghero (Mercede e Nuova Pallacanestro Alghero) si sfidavano in spettacolari derby per vincere il massimo campionato regionale maschile, la serie C2. Oggi, dopo la doppia retrocessione dai rispettivi campionati, il basket catalano si ritrova a raccogliere i cocci rotti ed iniziare da zero. Mancata iscrizione al campionato d’appartenenza per la squadra del presidente De Rosa (probabile iscrizione alla serie d o promozione) e contemporanea rinuncia al ripescaggio da parte di Emiliano Piras, presidente NPA, per disputare un meno impegnativo campionato inter-provinciale. Come dire: Alghero non esiste più nel panorama cestistico isolano. Perché non avere nemmeno una squadre in serie C2, non può che significare questo. Tante le cause che hanno portato a questa inaspettata debacle. Prima fra tutte il crescere esagerato dei budget per tenere una squadra ad alto livello, il numero esiguo di giocatori locali di categoria, ma anche l’inutile antagonismo interno e le conseguenti scelte dirigenziali discutibili che ciò ha portato. Eloquente la situazione della Mercede Alghero, affidatasi all’estro straniero (argentino e non solo) per vincere la serie C2, proprio nella stagione in cui i cugini della Nuova Pallacanestro Alghero, dopo tanti anni di militanza nella categoria, esprimevano la formazione locale migliore di sempre. Risultati che hanno da prima premiato lo sforzo ma che, nel lungo periodo si sono rivelati deleteri. Ma è tutta la Sardegna ad interrogarsi sul futuro del movimento cestistico isolano. Tante rinunce da Cagliari a Sassari ed enormi difficoltà nel reperire adesioni per i campionati di categoria, stanno a dimostrare la grande crisi che, complici regolamenti esasperati, investe la pallacanestro odierna. Per il futuro non resta che rimboccarsi le maniche ed investire sui giovani, con la speranza che Alghero possa presto ritornare sui palcoscenici che merita.
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