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Cor 15 ottobre 2021
Continuità démodé: garanzia o svantaggio per i sardi?
In redazione la lettera aperta di Rosanna Morace. L'opinione di una cittadina (che viaggia ogni settimana) sulla continuità territoriale. Quanto ancora la Sardegna vuole rimanere arroccata su posizioni fuori dal tempo, dalla logica del mercato e dalle reali esigenze dei sardi? Ci auguriamo che il nuovo Bando biennale sia concertato con esperti che sviluppino un modello alternativo e innovativo


La chiusura di Alitalia ha riportato all’attenzione mediatica un problema mai dimenticato e mai risolto per i sardi, che vivono in una contraddizione insanabile tra un modello monopolistico che dovrebbe tutelarli e finisce per svantaggiarli. Scendiamo nel concreto. Viaggio su Roma da Alghero tutte le settimane, da anni e non ho mai potuto usufruire del 25% di sconto che mensilmente Alitalia metteva ‘in palio’ su tutte le tratte italiane, perché le uniche escluse erano quelle in continuità da e per la Sardegna. Effettivamente un bel vantaggio! Da Alghero non partono low-cost su Roma, per cui l’unica scelta è sempre stata solo Alitalia a 135 euro (+ 16 o 30 di treno da Fiumicino a Roma). E allora, di tanto in tanto, mi sono lanciata in rocamboleschi viaggi su Napoli, Bologna e Pisa, che con 9 euro di volo e 20 di treno mi hanno portato a destinazione e ritorno con 60 euro. Meno della metà, tutto compreso.

Qualche giorno fa Volotea si è aggiudicata la Continuità territoriale per 7 mesi, in attesa del nuovo Bando, con un ribasso di quasi 16 milioni per la regione. Ma i prezzi per i sardi rimangono i medesimi, a fronte di tariffe decise 20 anni fa a livello regionale e inserite nel Bando. E così (paradosso dei paradossi!) se da Olbia si poteva volare per Milano-Bergamo con 9 euro, ora avremo l’agevolata tariffa di 70 euro. Ottimo! Ma, si dirà, le low-cost non garantiscono il bagaglio in stiva, i tre voli (ma Alitalia è da quasi due anni che ne garantisce, su Alghero, solo 2, eccetto che nei luglio-metà settembre, senza nessuna penale rispetto al contratto firmato), la bevanda (che peraltro Alitalia non distribuisce, causa Covid, da 2 anni), il cambio gratuito, il trasporto animali, salme e tutto ciò che è previsto nella continuità. Verissimo.

E tuttavia, quanti sardi imbarcano il bagaglio da 23 kg? Quanti trasportano l’animale in stiva? Pochissimi, e in rare occasioni. Sono più i turisti a usufruire di questa opzione, in una continuità che per i non-sardi finisce a giugno, con l’inizio della stagione turistica, quando le tariffe lievitano a prezzi insostenibili. E quanti sardi preferirebbero una tariffa concorrenziale, piuttosto che avere bevanda e snack che magari non consumano, e bagaglio e animale che quasi sempre non imbarcano? Una possibilità sarebbe mantenere queste opzioni a scelta, con una tariffa più alta per le rare necessità che è sacrosanto tutelare, e le reali esigenze che è altrettanto sacrosanto prevedere. Io credo che tra 135 euro con tutte le opzioni, e 80 senza annessi e connessi, in molti non avrebbero dubbi (un bagaglio da 23 kg costava mediamente 25 euro a tratta, su Alitalia). O addirittura tre fasce, di cui una senza cambio biglietto, ancora più bassa, a rischio e pericolo dei sardi.

L’optimum sarebbe l’adozione del modello spagnolo, con la scelta da parte del residente di quale compagnia e tratta scegliere (ampliando così l’offerta oltre Roma e Milano), e il rimborso della Regione del 50% del prezzo del biglietto direttamente alla compagnia. Il risparmio sarebbe notevole per viaggiatori e Regione, permettendo finalmente l’accesso a un libero mercato che di fatto è negato dall’attuale stato di cose, rimasto immutabile da 30 anni a questa parte, quando le low-cost non esistevano e un biglietto aereo aveva prezzi altissimi. Quanto ancora la Sardegna vuole rimanere arroccata su posizioni fuori dal tempo, dalla logica del mercato e dalle reali esigenze dei sardi? Ci auguriamo che il nuovo Bando biennale sia concertato con esperti che sviluppino un modello alternativo e innovativo.
Commenti
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