ALGHERO - Si è svolta questa mattina, presso la sede di Nemapress Edizioni in via Manzoni, la conferenza stampa di presentazione del Comitato “
Sì Separa – Alghero”, nato per sostenere il Sì al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. «Questo referendum – hanno spiegato i promotori – non è un voto su un governo o su uno schieramento. È un voto sull’architettura della giustizia italiana e sull’affidabilità che lo Stato deve garantire ai cittadini».
Il Comitato “SÌ Separa” è una iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi, con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto apartitico e trasversale, aperto a cittadini, professionisti e amministratori che vogliono discutere nel merito della riforma. Nel corso dell’incontro è stato ricordato come negli ultimi decenni migliaia di persone abbiano subito ingiuste detenzioni o errori giudiziari, con centinaia di milioni di euro di risarcimenti pagati dallo Stato. «Dietro quei numeri ci sono vite segnate. Ripensare l’assetto della magistratura significa prevenire gli errori, gli abusi e rendere tutti più responsabili». Separazione delle carriere tra chi giudica e chi accusa, due Consigli superiori distinti, Alta Corte disciplinare autonoma e riduzione del peso delle correnti: questi i punti centrali della riforma illustrati nel manifesto sottoscritto dai fondatori. «Indipendenza e responsabilità devono camminare insieme. La divisione dei poteri è il cuore dello Stato di diritto. Una magistratura più trasparente e meno condizionata dalle correnti è, secondo noi, una magistratura più forte, in cui avere di nuovo fiducia».
I promotori hanno inoltre criticato il tentativo del fronte del No di trasformare il referendum in uno scontro politico generale. «Noi parleremo di contenuti, risponderemo alle mistificazioni con dati e confronto pubblico». La conferenza ha registrato una partecipazione ampia e attenta. Il Comitato ha annunciato incontri pubblici, appuntamenti nelle piazze di Alghero e iniziative con ospiti nazionali per approfondire le ragioni del SÌ e contrastare la disinformazione. «Il 22 e 23 marzo si vota per una giustizia più indipendente, più responsabile, più credibile».
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