Parco Molentargius-Saline, il monitoraggio dell’avifauna conferma ricchezza e valore internazionale della zona umida: Tra i dati di maggior interesse spicca quello relativo alla popolazione dei fenicotteri
CAGLIARI - Con 140 specie osservate nell’ultimo anno, di cui 60 nidificanti, e la presenza di numerose specie di interesse conservazionistico, il Parco naturale regionale di Molentargius-Saline si conferma una zona umida di rilievo internazionale per la sosta, lo svernamento e la nidificazione dell’avifauna. È quanto emerge dal monitoraggio annuale condotto nel periodo settembre 2024 – agosto 2025 dal gruppo di ornitologi incaricati delle attività di monitoraggio e inanellamento scientifico dell’avifauna del parco. L’analisi dei dati è stata conclusa nei giorni scorsi. Le 140 specie osservate appartengono a 17 ordini e a 45 famiglie. Mentre nel corso della stagione riproduttiva, sono state rilevate 60 specie nidificanti, di cui 50 certe, 6 probabili e 4 possibili.
Tra i dati di maggior interesse spicca quello relativo alla popolazione dei fenicotteri che, seppure in leggero calo rispetto al 2024, è da considerarsi un contingente nidificante di grande rilievo nell’area del Mediterraneo. Tra le 20 specie di uccelli acquatici coloniali censite a Molentargius il Fenicottero si conferma di gran lunga la più numerosa del compendio, con 7.730 coppie (75% del totale).
Seguono il Gabbiano roseo (1.511 coppie), il Gabbiano corso (219 coppie) e l’Airone guardabuoi (180–190 coppie). Tra le novità la possibile ricomparsa del Mignattaio, una specie che aveva nidificato a Molentargius tra il 1985 e il 1992 e che, alla luce delle osservazioni recenti, potrebbe essere tornata a riprodursi nel compendio.
Tra gli uccelli acquatici non coloniali nidificanti sono state rilevate 16 specie, per un totale stimato tra 594 e 912 coppie. I dati risultano complessivamente in linea con il 2024, ma si registra un generale incremento degli anatidi, soprattutto del Moriglione, specie classificata come vulnerabile a livello nazionale ed europeo. «Gli uccelli acquatici – spiega Luisanna Massa, responsabile del Settore Ambiente del Parco – sono una componente fondamentale dell’area umida di Molentargius e rappresentano importanti indicatori dello stato di salute delle acque e dell’ecosistema. Per questo il loro monitoraggio viene svolto costantemente da professionisti esperti e costituisce una base dati essenziale per la corretta gestione dell’area protetta. I resoconti sulla stagione riproduttiva 2025 consentono inoltre di aggiornare il quadro dello stato dell’ecosistema e di individuare indicazioni utili e prescrizioni da adottare in vista della prossima stagione riproduttiva».
Nel complesso, il popolamento nidificante include 19 specie inserite nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli selvatici”, specie particolarmente minacciate, rare o vulnerabili, che richiedono misure speciali di conservazione dei loro habitat. Si tratta prevalentemente di uccelli acquatici e marini, ad eccezione dell’Occhione, strettamente legati agli ambienti salmastri e lagunari che caratterizzano il Parco. «I risultati dell’attività di monitoraggio – afferma Stefano Secci, presidente del Parco – confermano il valore naturalistico e il rilievo internazionale dell’area umida di Molentargius. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro fondamentale svolto dagli ornitologi che, con attività costanti di ricerca e monitoraggio, forniscono dati fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’ecosistema e orientare al meglio le scelte di tutela e gestione del Parco».
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