Variazione di bilancio, Tedde (Forza Italia): «Il campo largo sacrifica la Sardegna sull’altare del “marchettificio”. La maggioranza è ancora incapace di approvare una manovra che avrebbe dovuto dare risposte immediate ai sardi»
CAGLIARI - «La variazione di bilancio che la Presidente Alessandra Todde aveva annunciato come "urgentissima" è diventata il simbolo del fallimento politico e amministrativo del campo largo. A oltre sei mesi dall’arrivo delle risorse derivanti dalla vertenza entrate e dopo oltre un anno di governo, la maggioranza è ancora incapace di approvare una manovra che avrebbe dovuto dare risposte immediate ai sardi.» Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde.
«Ormai è chiaro a tutti che i ritardi non sono dovuti alla necessità di costruire una manovra migliore o di individuare priorità strategiche. Sono il risultato delle estenuanti trattative interne alla maggioranza per spartirsi centinaia di milioni di euro. Siamo davanti all’ennesimo "marchettificio", dove ogni forza politica del Campo largo cerca di ritagliarsi la propria fetta di risorse pubbliche, mentre gli interessi della Sardegna passano in secondo piano. La cosa più grave è che questa variazione di bilancio non ha un’anima. Non contiene una visione dello sviluppo della Sardegna, non individua obiettivi strategici, non propone un progetto per rafforzare la competitività del sistema produttivo, sostenere le imprese, difendere il potere d’acquisto delle famiglie, contrastare il caro energia, ridurre il peso dell’insularità o creare nuova occupazione. È una manovra costruita attorno agli equilibri della maggioranza e non ai bisogni dei cittadini» incalza l’esponente azzurro.
Secondo Tedde, il prezzo di questo ritardo sarà pagato dai sardi: «Portare una variazione di bilancio in Aula nel pieno dell’estate significa ridurre drasticamente la possibilità che le risorse vengano concretamente spese entro il 2026. Comuni, imprese e soggetti attuatori avranno tempi troppo ristretti per programmare e realizzare gli interventi. È il paradosso di una maggioranza che perde mesi nelle proprie trattative politiche e poi condanna la Sardegna a non utilizzare tempestivamente risorse preziose». E conclude: «La Regione non può essere amministrata con questo metodo. Governare significa scegliere, programmare e assumersi responsabilità nell’interesse generale. Significa dare risposte rapide a un tessuto economico che soffre, a famiglie che vedono diminuire il proprio potere d’acquisto e a imprese che affrontano costi sempre più insostenibili. Invece il campo largo continua a privilegiare gli equilibri interni e la spartizione delle risorse." "La Presidente Todde e la sua maggioranza fermino questa deriva. Abbandonino la logica del "marchettificio" e riscrivano una manovra che metta davvero al centro le priorità della Sardegna: il sostegno alle famiglie, alle imprese, agli enti locali, gli investimenti produttivi, le infrastrutture, i trasporti, la sanità e il lavoro. È questo il mandato che i cittadini affidano a chi governa. Tutto il resto è soltanto cattiva politica, ed è una cattiva politica che la Sardegna non può più permettersi».
Nella foto: Marco Tedde
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