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Mario Conoci
16:39
L'opinione di Mario Conoci
Per gli artisti di strada una gabbia di divieti
ALGHERO - Mi ha incuriosito il video del consigliere comunale Marco Colledanchise che informa puntualmente i cittadini sull’attività delle commissioni consiliari. È un’iniziativa che considero positiva, perché consente di conoscere i provvedimenti prima della loro approvazione e di aprire un confronto pubblico. Proprio il riferimento al regolamento sulle arti di strada mi ha spinto a leggerne il contenuto. Pensavo di trovare poche regole di buon senso, sufficienti a garantire sicurezza, convivenza civile e rispetto degli spazi pubblici. Invece mi sono trovato davanti a un testo caratterizzato da un’evidente iper-regolamentazione. La contraddizione emerge già dall’articolo 1. Si richiamano la Costituzione, la libertà dell’arte, la promozione della cultura e l’impegno del Comune a favorire il libero esercizio delle arti di strada. Poi, però, il resto del regolamento è quasi interamente dedicato a divieti, obblighi e limitazioni: oltre cinquanta prescrizioni, che diventano più di sessanta se considerate singolarmente. Registrazione preventiva, prenotazione delle postazioni, fasce orarie rigidamente stabilite, limiti di permanenza, obbligo di spostarsi, distanze minime da rispettare, divieti di amplificazione, controlli e ampi poteri di intervento della Polizia Locale. Tutto questo per disciplinare un’attività che, per sua natura, vive di libertà, spontaneità ed estemporaneità. Il punto, però, va ben oltre questo regolamento. È il riflesso di una precisa cultura amministrativa: quella che ritiene necessario regolamentare ogni aspetto della vita dei cittadini, sostituendo la fiducia con la burocrazia e moltiplicando adempimenti e controlli anche dove basterebbero poche regole chiare e proporzionate. A un certo punto mi è venuto spontaneo pensare: "Fate qualcosa di sinistra", cioè semplificate la vita delle persone. Poi mi sono corretto. A pensarci bene, questo regolamento è perfettamente coerente con una certa idea della sinistra: quella secondo cui, se esiste un’attività, bisogna controllarla e disciplinarla; se c’è un problema, serve un regolamento; se il regolamento non basta, se ne aggiungono altri dieci. Alla fine, perfino un artista di strada rischia di dover dimostrare più competenze amministrative che artistiche. Io continuo a pensare che il compito di qualsiasi pubblica amministrazione sia un altro: creare le condizioni perché cittadini, associazioni e artisti possano esprimersi liberamente, intervenendo solo quando è davvero necessario per garantire sicurezza, decoro e convivenza civile. Per questo mi auguro che il Consiglio comunale riveda profondamente questo testo, riportandolo allo spirito dell’articolo 1. Perché la cultura non si promuove costruendo una gabbia di divieti, ma con regole semplici, equilibrate e rispettose della libertà….. e con il buon senso!
*Mario Conoci, ex sindaco di Alghero
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